Thailandia, trovato cunicolo a 200 metri dai ragazzi

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Il soccorritore è morto per mancanza di ossigeno. "Le possibilità di avvicinarsi sono parecchio alte", ha detto Thanes Weerasiri, presidente degli ingegneri tailandesi. Lo hanno annunciato i responsabili dei soccorsi.

I ragazzi intrappolati nella grotta in Thailandia sono stati informati tutti dell'inizio delle operazioni di recupero e sono "molto determinati" e pronti a uscire.

L'uomo, che aveva 38 anni, ha perso conoscenza sulla via del ritorno, e i tentativi di farlo rianimare sono falliti.

In tarda serata, al campo base delle ricerche i soldati hanno installato un lungo telo di plastica che copre ai giornalisti la visuale dall'entrata della grotta al parcheggio dove attendono le ambulanze che trasporteranno i 13 intrappolati in ospedale appena usciti.

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Ad uscire allo scoperto era stato lo stesso giocatore subito dopo la finale di Champions vinta dal Real contro il Liverpool. Un sogno per i tifosi della Vecchia Signora , che per tutta la giornata di ieri tenuto banco sulle prime pagine sportive.

Il pericolo segnalato nei giorni scorsi di una pericolosa riduzione dell'ossigeno all'interno della nicchia sotterranea dove lunedì sono stati ritrovati i 12 ragazzi thai e il loro allenatore è costato la prima vittima di questa brutta avventura cominciata il 23 giugno con la scomparsa dei ragazzi. Per quanto altri soccorritori abbiano perlustrato a fondo la montagna, individuando decine di fori nella roccia promettenti, è chiaro che gli eventuali tempi di scavo non sarebbero praticabili: ai ragazzi arriva ossigeno in piccole bombole (il tubo per rifornirli non è ancora attivo) e una permanenza prolungata su quella banchina fangosa è un'idea non percorribile.

Cresce la preoccupazione - La morte del subacqueo solleva seri dubbi sulla sicurezza del tentativo di portare fuori i 12 ragazzi e l'allenatore di calcio attraverso i passaggi angusti della caverna profonda e coperta d'acqua in alcuni tratti del percorso lungo oltre 2 chilometri. La possibile carenza di ossigeno era già un timore ieri, ed è causata dall'alto numero di soccorritori che si alternano nei cunicoli semi-sommersi per arrivare ai ragazzi.

Sono necessarie 11 ore per compiere il percorso di andata e ritorno, e l'ultimo chilometro viene percorso in circa tre ore.

E' improbabile che l'intero percorso venga liberato dall'acqua prima del weekend, quando sono previste nuove piogge. Nella speranza di individuare un'entrata alternativa, i soccorritori stanno esplorando il territorio circostante.

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