Thailandia, trovato cunicolo a 200 metri dai ragazzi

Adjust Comment Print

Il soccorritore è morto per mancanza di ossigeno. "Le possibilità di avvicinarsi sono parecchio alte", ha detto Thanes Weerasiri, presidente degli ingegneri tailandesi. Lo hanno annunciato i responsabili dei soccorsi.

I ragazzi intrappolati nella grotta in Thailandia sono stati informati tutti dell'inizio delle operazioni di recupero e sono "molto determinati" e pronti a uscire.

L'uomo, che aveva 38 anni, ha perso conoscenza sulla via del ritorno, e i tentativi di farlo rianimare sono falliti.

In tarda serata, al campo base delle ricerche i soldati hanno installato un lungo telo di plastica che copre ai giornalisti la visuale dall'entrata della grotta al parcheggio dove attendono le ambulanze che trasporteranno i 13 intrappolati in ospedale appena usciti.

Chi è Daniel Fuzato, una scommessa tra i pali per la Roma
Piace anche al mister, ma non vuol dire che lo prenderemo. "Non ho avuto tempo di pensarci, perchè ho tanto lavoro qui alla Roma . Stiamo lavorando, sono fiducioso ma è vero che, per dire la verità, non è cambiato tanto negli ultimi giorni.

Il pericolo segnalato nei giorni scorsi di una pericolosa riduzione dell'ossigeno all'interno della nicchia sotterranea dove lunedì sono stati ritrovati i 12 ragazzi thai e il loro allenatore è costato la prima vittima di questa brutta avventura cominciata il 23 giugno con la scomparsa dei ragazzi. Per quanto altri soccorritori abbiano perlustrato a fondo la montagna, individuando decine di fori nella roccia promettenti, è chiaro che gli eventuali tempi di scavo non sarebbero praticabili: ai ragazzi arriva ossigeno in piccole bombole (il tubo per rifornirli non è ancora attivo) e una permanenza prolungata su quella banchina fangosa è un'idea non percorribile.

Cresce la preoccupazione - La morte del subacqueo solleva seri dubbi sulla sicurezza del tentativo di portare fuori i 12 ragazzi e l'allenatore di calcio attraverso i passaggi angusti della caverna profonda e coperta d'acqua in alcuni tratti del percorso lungo oltre 2 chilometri. La possibile carenza di ossigeno era già un timore ieri, ed è causata dall'alto numero di soccorritori che si alternano nei cunicoli semi-sommersi per arrivare ai ragazzi.

Sono necessarie 11 ore per compiere il percorso di andata e ritorno, e l'ultimo chilometro viene percorso in circa tre ore.

E' improbabile che l'intero percorso venga liberato dall'acqua prima del weekend, quando sono previste nuove piogge. Nella speranza di individuare un'entrata alternativa, i soccorritori stanno esplorando il territorio circostante.

Comments