Brexit: stop di May a critiche, ministri ora rischiano posto

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"Sì" al cosiddetto accordo doganale facilitato da parte del governo britannico impegnato nelle trattative con l'Ue sulla Brexit. La premier britannica Theresa May ha invitato 30, tra ministri e sottosegretari, membri del suo governo nella residenza di campagna a Chequers per una riunione cruciale sul divorzio dall'Ue. E' stato un giorno di altissima tensione per il primo ministro, che è riuscita a scongiurare la crisi, con successiva caduta, del Governo da lei guidato: negli ultimi giorni alcuni ministri hanno minacciato le dimissioni e hanno chiesto la sfiducia per sostituirla, ma sono stati costretti a fare un passo indietro.

Superato l'ostacolo interno, al governo tocca adesso trovare un accordo con gli altri leader europei entro il prossimo ottobre, per rispettare le tempistiche dell'intero iter e avviare la Brexit ufficialmente a partire dal 29 marzo 2019.

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Il piano preciso e dettagliato sarà reso noto ufficialmente la prossima settimana.

May "ha detto molto chiaramente che se (i ministri) non sono d'accordo con la sua posizione dovrebbero andarsene e penso che questa sia una buona cosa", ha commentato oggi il parlamentare conservatore Nicky Morgan.

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