Savona: "Italia pronta anche a uscita dall'euro"

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"Mi dicono tu vuoi uscire dall'euro?"

In una sessione congiunta delle commissioni parlamentari sulle politiche Ue, Savona ha spiegato la sua posizione all'interrogativo sull'uscita dell'Italia dall'Eurozona: "Potremmo trovarci in una situazione nella quale non saremo noi a decidere, ma saranno altri". Questo il senso delle parole dette oggi dal ministro cagliaritano Paolo Savona in audizione alle commissioni di Camera e Senato che si occupano di politiche Ue. L'incontro con il governatore della Banca centrale dovrebbe avvenire "nei prossimi giorni, se mi riceve" ha aggiuntoSavona, precisando che la questione dello statuto Bce "è uno dei punti fondamentali".

E ha annunciato: "Mi recherò da Draghi appena terminato questo incontro". Per poi aggiungere: "La mia posizione è di essere pronti a ogni evenienza". "Una delle mie case, Banca d'Italia, mi ha insegnato a essere pronti non ad affrontare la normalità ma il cigno nero, lo choc straordinario, che bisogna essere pronti ad affrontare".

Per Bce statuto come banche centrali Per Savone "occorre attribuire alla Bce uno statuto simile a quello delle principali banche centrali del mondo, dove gli obiettivi di stabilità e di crescita si integrino e gli strumenti siano i più ampi possibile e possano essere esercitati in piena autonomia". Inoltre è necessario affidargli anche pieni compiti sul cambio. "Se la Bce non ha compiti pieni sui cambi, ogni azione esterna che tocchi il dollaro Usa o anche altre valute, si riflette sull'euro senza che l'Ue abbia strumenti per condurre un'azione diretta di contrasto. L'assenza di pieni poteri della Bce sul cambio causa una situazione in cui la crescita dell'economia dell'eurozona risulta influenzata, se non determinata, da scelte o vicende che accadono fuori dall'Europa".

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Nel frattempo sono cominciate abbondanti le piogge annunciate: "abbiamo poco tempo per salvarli", dicono i soccorritori . I giovani calciatori hanno dagli 11 al 16 anni , la maggior parte non sa nuotare e nessuno ha esperienze di immersioni.

L'ideale per l'Europa? Muovere verso l'unione politica e creare urgentemente una scuola di istruzione comune europea.

Prima di diventare ministro Savona ha scritto un saggio in cui sostiene che l'Italia deve essere preparata ad abbandonare l'euro.

La soluzione "di politica economica individuata dal governo è questa: rilanciare gli investimenti per la crescita" e quindi aumentare il Pil senza che "Parlamento e governo mostrino fretta sul lato della spesa corrente".

"Le dichiarazioni" su euro e Unione europea "hanno rasserenato il mercato, ma lo spread non scende perché il nostro debito pubblico resta esposto ad attacchi speculativi" e in tutto ciò "gli investitori aspettano di conoscere i programmi su salario di cittadinanza, flat tax e superamento della Fornero", e la "preoccupazione del mercato" è che spesa relativa causi tensioni sul debito.

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