Il caso che coinvolge Di Maio, il Mef e l'Inps

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Gli ottimila posti in meno apparsi nella relazione tecnica del decreto è stato inserito da qualcun altro non dai ministeri guidati da Luigi Di Maio. Insomma, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico non esclude l'ipotesi di complotto contro il governo.

(Teleborsa) - Diventa un caso il decreto dignità e, in particolare, la relazione tecnica che lo accompagna nella quale si ipotizza che si possano perdere 8mila posti di lavoro l'anno fino al 2028 per effetto del provvedimento. Quel numero, che per me non ha alcuna validità, è apparso la notte prima che il decreto legge venisse inviato al Quirinale. E ancora: "Non è una cosa che ci hanno messo i miei ministeri, non è una relazione che hanno chiesto i miei ministeri e soprattutto la relazione non è stata chiesta dai ministri della Repubblica". Di Maio sottolinea invece che il dl "ha contro lobby di tutti i tipi". Sullo sfondo il sospetto che in questo botta e risposta tra di Maio e il Mef ci sia il rapporto non proprio idilliaco tra i 5Stelle e il ministro Tria. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio rispondendo a una domanda dei giornalisti sul Decreto dignità, a Matera dove ha visitato un Antenna 5G. La presentazione olografica consisteva in un corso di formazione per gli studenti in merito all'industria del futuro, nello specifico, è stato preso come esempio un motore navale che in realtà aumentata può essere smontato, ruotato, ricostruito e analizzato in tutte le sue parti interne. LA BATTAGLIA DEI NUMERI " Leggo sui giornali di stamattina che questo decreto farebbe perdere 80mila posti di lavoro. Il dl dignità e la relazione tecnica sono predisposti dal ministero del Lavoro: "mi auguro abbiano fatto un lavoro corretto perché sarà alla base delle decisioni del Parlamento".

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E' bello perché vedere la classifica sembrava di essere al Ranch, perché ci sono 4 nostri piloti nelle prime 5 posizioni. Valentino parlato anche del grande risultato ottenuto dai ragazzi della sua VR46 Academy che corrono in Moto2.

Uno spoil system al Mef sembra a questo punto sempre più vicino. Definendo una 'porcata' l'operazione contro cui si è scagliato Di Maio, i vertici M5s sostengono di aver bisogno di "persone di fiducia, non di vipere in posti chiave del Mef e della Ragioneria".

Da Forza Italia arriva l'attacco della capogruppo azzurra alla Camera Maria Stella Gelmini che su Twitter scrive: "È lampante: il Movimento cinque stelle è incapace di governare". "Quando al mattino Luigi Di Maio alza il telefono per chiamare Giovanni Tria, i suoi toni sono ultimativi".

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