A Helsinki storico incontro Trump-Putin: si apre una nuova era?

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Tutti contro Trump, almeno negli Stati Uniti. Il presidente americano Trump ha liquidato così il Russiagate, stravolgendo (ancora una volta) la scaletta dell'incontro con il leader russo Putin a Helsinki. I russi "hanno interferito nelle nostre elezioni". Trump, inoltre, ha parlato del rapporto con Putin che ha definito un "rivale, un competitor", ma non di certo "un nemico". "Ho fiducia in entrambe le parti". Ha ragione il polacco Donald Tusk: con amici come Trump, a che servono i nemici?

Dopo il fiasco, la marcia indietro.

In questo fragile contesto, i due presidenti dovranno affrontare diversi temi dell'agenda internazionale che li vedono in posizioni strategicamente contrapposte, ma anche la questione delle relazioni bilaterali visto che da quando Trump è diventato presidente le sanzioni si sono inasprite, colpendo anche alcuni settori strategici russi fra cui quello dell'alluminio. "Anziché difendere gli Stati Uniti da chi li potrebbe minacciare, ha attaccato i suoi cittadini e le sue istituzioni. Andare d'accordo con la Russia è una cosa positiva, non negativa". Inoltre, in nessun modo sarebbe possibile investigare su "atti sponsorizzati dallo Stato". Poi il capo del Cremlino ha aggiunto che se verranno alla luce materiali provanti si adopererà di persona per farli analizzare.

Per l'editorial board del Washington Post, Trump "ha colluso apertamente con il leader criminale di una potenza ostile". Non è solo che i commenti di Trump sono imbecilli, è che è totalmente succube di Putin.

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Trump-Putin: chi ne esce più "forte"?

Anche i leader repubblicani di Camera e Senato, Paul Ryan e Mitch McConnel, hanno preso le distanze dalle dichiarazioni del presidente, tornando a condannare l'operato di Mosca.

Tanto che in serata è dovuta di nuovo intervenire la Casa Bianca per correggere: "crediamo che la minaccia esista, e per questo stiamo lavorando per evitare" nuove interferenze russe, si è affannata a precisare la portavoce Sarah Sanders, arrampicandosi sugli specchi per puntualizzare che Trump non intendeva affatto negarlo e che il suo "no" si riferiva ad ulteriori domande. Duro anche l'ex presidente Usa Joe Biden, secondo cui la conferenza stampa di Trump "non è stata dignitosa per un presidente americano" e le sue parole non riflettono quello che gli "americani pensano e quello che sono".

A confermare questa sensazione, diffusa da mesi tra le segreterie politiche europee, è l'esito dell'incontro di Helsinki tra Trump e Putin, che ha definitivamente sancito il disgelo tra le due superpotenze, archiviando quel che restava delle tensioni dell'era Obama e del "Russia Gate". L'ingresso al palazzo ha una tenda bianca, nella quale, a quanto pare, ci saranno gli ospiti. Russia e Stati Uniti possono prendere su di sé la leadership in questa situazione e organizzare una cooperazione per superare la crisi, dal punto di vista umanitario, per far tornare i rifugiati alle loro case.

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