FCA e Ferrari: oggi si decide (a sorpresa) il successore di Marchionne

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Nel 1995 diventa presidente e amministratore delegato di Kfraft Foods, azienda nella galassia del tycoon del tabacco, di cui un anno dopo è vicepresidente senior e direttore finanziario e, successivamente, presidente e amministratore delegato. È sempre dal Lingotto che è partito il messaggio sulla necessità del consolidamento di un settore ad altissima intensità di capitale che è entrato in una profonda rivoluzione che non è solo tecnologica ma ridefinisce il principio stesso di mobilità. I leader politici si stringono al dolore della famiglia. Il cda sottolinea "la leadership e l'impegno straordinari che Marchionne ha dedicato all'azienda". L'amministratore delegato è apparso stanco e gonfio all'addome. Con un super ingaggio da top manager tra stipendio, bonus e azioni, più simile a quello di una star del calcio o a un pilota di Formula Uno, che fece storia. Per chi vi ha lavorato a fianco, conoscendone pensieri e intenzioni, Sergio Marchionne è stata una guida di grande spessore umano e imprenditoriale.

Prima dell'accelerazione con l'improvvisa uscita di Marchionne, le indiscrezioni davano quattro nomi in pole per sostituire il capo azienda. Il I gennaio 2014 Fiat Group completa l'acquisizione al 100% di Chrysler Group acquistando la quota mancante dal fondo Veba, di proprietà della United Automotive Workers (UAW), il potente sindacato metalmeccanico statunitense. Nasce FCA, società di diritto olandese, con domicilio a Londra e quotata sia a New York sia a Milano.

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Alla presentazione lo scorso primo giugno del nuovo piano Fca per il periodo 2018-2022, Marchionne ha annunciato che entro il 2022 Fca raggiungerà la piena capacità produttiva negli stabilimenti italiani ed europei e che saranno investiti "9 miliardi di dollari per l'elettrificazione dei nuovi prodotti".

In testa ai favoriti ci sarebbe Mike Manley, responsable del marchio Jeep. Sicuramente gli accordi nei paesi emergenti asiatici: nonostante vari tentativi e l'esistenza di punti di appoggio importanti - Ratan Tata è stato all'interno del consiglio di amministrazione di Fiat SpA dal 2006 al 2013 - il manager italo-canadese ha dovuto rivedere spesso la questione, senza però mai raggiungere partnership soddisfacenti sia dal punto di vista industriale sia commerciale. Quando la vita gli aveva regalato ogni tipo di soddisfazioni e guadagni immensi da potersi godere una vecchiaia dorata, la sorte gli è stata fatale e lo ha tolto dalla scena mondiale Dopo Gianni Agnelli è stato l'unico italiano ad aver stabilito un rapporto diretto e amichevole con un Presidente Usa. Ci sono poi le alleanze. Di recente poi Trump lo ha elogiato per il suo sostegno all'occupazione americana.

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