Sergio Marchionne, gli ultimi aggiornamenti: "Condizioni di salute irreversibili"

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Una presenza discreta quella della stampa all'esterno del presidio ospedaliero.

Mike Manley, nuovo amministratore delegato di Fca, deve affrontare già dalle prime riunioni di oggi e domani con il top management del gruppo, una sfida non facile. Invece con il passare dei giorni le condizioni cliniche di Marchionne sono peggiorate e alcuni voci non confermate parlano di una malattia oncologica arrivata a uno stato avanzato.

Secondo il quotidiano, la situazione si è aggravata alla metà della scorsa settimana.

Nessuno poteva dubitare che l'improvvisa uscita di Marchionne dalla guida di Fca oltre che una grave perdita potesse rivelarsi assai più complessa di un semplice passaggio di testimone.

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Sei una donna che non ha paura di affrontare la vita e sono sicuro che anche questa nuova fase la vivrai con me. Indiscrezioni sostengono anche che la 52enne arrivata al successo grazie a 'Uomini e Donne' sarebbe incinta .

Per questi motivi il Dr. Marchionne non potrà riprendere la sua attività lavorativa.

Marchionne ha 66 ed era in Fiat dal 2004, cioè da cinque anni prima che diventasse FCA. L'Amministratore Delegato, Mike Manley, assume ad interim la carica di Chief Operating Officer della region EMEA. Secondo Equita, ad esempio, la nomina di Manley "è ragionevole, trattandosi del responsabile del brand Jeep dal 2009 e Ram dal 2015, la cui crescita è indispensabile per centrare l'ambizioso business plan" presentato a Balocco il 1 giugno.

È stato John Ellkan a parlare al cuore, ai dipendenti: non tornerà, il nostro futuro è migliore grazie a lui. La lettera di John Elkann sa di addio, così come le parole di tutti coloro che hanno voluto esprimere la loro vicinanza e la loro solidarietà alla famiglia. E Sergio ha sempre fatto la differenza, dovunque si sia trovato a lavorare e nella vita di cosi' tante persone. Stare in silenzio. Negli ultimi tre anni, a Cassino, si sono rincorse continue anticipazioni sui piani industriali con quelle ipotesi sui nuovi modelli della rinata gamma Alfa che hanno affollato agenzie e giornali. Le transizioni che abbiamo appena annunciato, anche se dal punto di vista personale non saranno prive di dolore, ci permettono di garantire alle nostre aziende la massima continuità possibile e preservarne la cultura.

Addossare a Marchionne la colpa di aver delocalizzato fiscalmente e a livello produttivo la Fiat non è soltanto sbagliato ma oltremodo fuorviante, perché la colpa non è di chi lavora per portare a frutto interessi privati, ma di chi avrebbe dovuto garantire il bene comune ossia lo Stato e le sue istituzioni. Occhi puntati anche sul titolo Ferrari, la grande passione di Marchionne, che ne era presidente e Ad. Alla guida del Cavallino arriverà Louis Carey Camilleri, già membro del cda di Maranello e attualmente presidente del board di Philip Morris.

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