Ilva, Di Maio: procedura di gara un pasticcio, indagine al Mise

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Così Luigi Di Maio interpellato dai cronisti a Montecitorio.

Certo fa caldo. Certo è venerdì e, si sa, almeno nelle cosiddette Prima e Seconda repubblica, il massimo sforzo di presenza dei signori parlamentari era sempre stato circoscritto dal martedì al giovedì (c'erano i collegi cui badare, si capisce.).

Roma - Una bomba sotto la trattativa Ilva. "Ne dovrà rispondere politicamente chi ha fatto questa procedura di gara". In serata è intervenuta anche ArcelorMittal con una nota, rivendicando la propria "correttezza, impegno e dedizione" e di aver "ottemperato" a tutte le "leggi italiane ed europee".

Per Luigi Di Maio la vendita dell'Ilva è stato un "pasticcio" che ha "violato la concorrenza". La procedura di gara è stata un pasticcio con regole cambiate in corsa. "Se la procedura fosse stata corretta - dice Di Maio - ci sarebbero state molte più offerte e molte più offerte e tutte migliori anche quella di Arcelor". Perchè, è il parere del vicepremier, è "inspiegabile il comportamento avuto dal ministero".

Ma allora salta tutto?

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Di Maio in aula, poco fa, ha duramente attaccato il precedente Governo, si chiede perché mai il ministero di Calenda avesse preferito Mittal, ha chiamato in causa i commissari e ha annunciato un'indagine interna per venirne a capo. Il ministro ha poi sottolineato: "Per questo governo prima della tutela ambientale, prima della tutela occupazionale, per questo governo viene la tutela della legalità". Minacciare indagini interne al Mise è vergognoso.

Un concetto evidenziato bene sulle colonne di Democratica dalla responsabile Mezzogiorno del Pd, Teresa Bellanova, che a Di Maio chiede di "decidere se ritenere la gara ancora valida o no". A differenza tua non ho bisogno di inventarmi manine. L'ultimo escamotage e' il presunto annullamento di gara, un atteggiamento scriteriato, che minaccia il futuro di uno stabilimento industriale strategico per il Sud e l'Italia intera.

"L'Anac ha segnalato gravissime irregolarità e illegittimità nell'aggiudicazione della gara e ha sostanzialmente detto che il ricorso della Regione Puglia aveva un fondamento". Per Paolo Peluso, segretario della Cgil Taranto, "la relazione Anac in realtà non sposta nulla".

La lettera - Per l'ex ministro il rilancio di Acciaitalia "non si poteva fare" ma l'Anac nega e anche l'Avvocatura. "Il solito scaricabarile". Per il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, "la questione non deve diventare occasione di scontro politico".

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