Rai, la Vigilanza boccia il nome di Marcello Foa

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Neanche la riunione di oggi del Cda è riuscita a trovare una soluzione per sbloccare lo stallo sull'elezione del nuovo presidente della Rai, dopo la bocciatura in commissione parlamentare di Vigilanza, di Marcello Foa.

"Siamo dispiaciuti dell'asse Pd-Fi che cerca di fermare il cambiamento, sia del Paese che della Rai". Dal punto di vista dell'operatività del consiglio della Rai - prosegue Foa - è tutto assolutamente in regola. Ma potrebbe anche restare in cda, facendo leva sul ruolo di 'consigliere anziano' (a 55 anni è il più avanti in età sui sette componenti del consiglio), contemplato dallo Statuto della Rai, ma già contestato dall'opposizione, con Michele Anzaldi da Pd che lo definisce una 'formula fumosa' e ricorda che la legge "non prevede supplenze". Infatti, è prassi coinvolgere le opposizioni nella nomina del presidente della Tv pubblica: l'accusa rivolta ai pentaleghisti è, appunto, quella di aver aggirato ogni tentativo di mediazione. "È evidente che ora non sono possibili escamotage per lasciare la Presidenza nelle mani di una persona bocciata dal Parlamento, che per di più continua a risultare Amministratore delegato di un'altra azienda editoriale".

Questa - a quanto si apprende in ambienti di Fi - è l'indicazione che sarà data agli esponenti azzurri in commissione.

È iniziata la settimana più calda dell'estate
Sulle zone costiere fa meno caldo , ma l'umidità è più elevata e, di conseguenza, c'è un indice di calore percepito maggiore. Nel capoluogo adriatico le temperature massime hanno raggiunto i 33 gradi, mentre nell'entroterra si è arrivati anche a 36.

Di certo, il Governo ha sottratto al Cda un suo potere previsto dalla legge: quello di nominare il presidente tra i suoi consiglieri, in attesa del verdetto della Vigilanza. Ma il Pd reagisce, sottolineando l'illegittimità di questa posizione. Il tentativo di ricompattare il centro destra sembra fallire nel pomeriggio, nonostante il lungo colloquio tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.

La lettura dello statuto della RAI consente di affermare come, da un lato, il Presidente del consiglio di amministrazione (a differenza del Vice Presidente, ad esempio) sia un organo indefettibile che non può essere surrogato ad infinitum dal conigliere anziano, dall'altro, solo colui che sia stato legittimato dal consenso di almeno i due terzi della Commissione di vigilanza possa svolgere stabilmente e legittimamente le funzioni presidenziali. "Si deve procedere subito ad una nuova candidatura che passi dal Cda e venga votata dalla Vigilanza". Il consiglio di amministrazione si è riunito stamattina senza avere una soluzione per sbloccare la situazione. Basta rileggere la sentenza della Corte dei Conti che ha condannato alcuni loro predecessori a risarcire 11 milioni di euro per l'irregolare nomina di Alfredo Meocci, imposta anche in quel caso dal Governo e dalla politica contro regole e leggi, come accade oggi con Marcello Foa. Sicuramente non lo era il consigliere in quota Pd Rita Borioni. Il no della Vigilanza dimostra una volta di più che il CdA aveva indicato un nome governativo e non di garanzia.

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