Scintille tra Erdogan e Trump: oramai l'uno minaccia l'altro

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Sostenitori a cui con l'occasione ha poi rivolto nuovamente un appello - così come a tutti i turchi, per il terzo giorno consecutivo - affinché vendano euro e dollari per acquistare lire turche, nella speranza che domani alla riapertura dei mercati si possa evitare un nuovo tonfo della moneta nazionale.

In effetti il collasso della lira turca è davvero spettacolare, leggendario e pensare che c'è chi ti fa le pulci per avere qualche dollaro nel portafoglio, beata ignoranza! Ma nulla di tutto questo è servito ai listini del vecchio Continente che hanno dunque vissuto una giornata all'insegna della volatilità, con il FTSE MIB che alla fine ha ceduto lo 0,3% e lo spread in calo a 272 punti (meno sette punti rispetto alla vigilia). "I nostri rapporti con la Turchia non sono buoni al momento", ha twittato Trump. Niente di tragico, mentre più chiara è la pressione sui titoli di Stato: i bond decennali turchi sono a un rendimento superiore ai nove punti percentuali, oltre il doppio della Grecia, e in due giorni di contrattazioni il balzo è stato del 22%.

Gli Stati Uniti hanno raddoppiato le tariffe sull'alluminio e l'acciaio per la Turchia, causando il crollo della lira turca ai minimi storici.

Inter, Keita è arrivato a Milano: iniziate le visite mediche per l’attaccante
Una situazione chiara fin da ieri, quando l'Inter aveva memorizzato la difficoltà di uno scambio. L'attaccante senegalese classe '95 torna in Italia dopo appena un anno.

La Russia prende contromisure per sostenere il rublo. "Questa sarà la risposta del mio popolo contro chi si è lanciato in una guerra economica contro di noi". Il rublo ha così recuperato terreno a 66,8575 dollari dopo aver toccato i 67 dollari stamani, il minimo dal giugno 2016.

A parlare di "effetto contagio" della crisi della lira turca sull'Eurozona, in particolare, sull'Italia è stato Carlo Cottarelli, l'ex commissario alla spending review, con un passato al Fmi. Lo scrive l'Ft che cita come le più esposte l'italiana Unicredit, la spagnola Bbva e la francese Bnp Paribas.

Il rimbalzo della lira fa soprattutto cantare vittoria al governo turco: la presunta cospirazione di cui Ankara ha accusato gli Usa è stata "respinta con successo", ha esultato il ministro delle Finanze Berat Albayrak, nonché genero del presidente Erdogan. In mattinata il cambio con il dollaro torna a 6,49 e 7,41 con l'euro, ben al di sotto del 7,24 e dell'8,12 registrati lunedì. Tuttavia, vista la riluttanza della banca centrale turca ad alzare i tassi nell'ultimo meeting e i recenti commenti del Presidente Erdogan, che sposta l'attenzione su una "cospirazione internazionale" piuttosto che ammettere che la crisi economica sia il risultato di un'economia in surriscaldamento che si trova ad affrontare condizioni finanziarie globali più rigide, c'è poca speranza di assistere a un ritorno verso politiche convenzionali in questa fase.

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