Pensioni, Di Maio: "Tagli a 200mila privilegiati"

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Sul futuro probabile (ma non ancora certo) taglio delle pensioni d'oro Movimento 5 Stelle e Lega non hanno trovato ancora alcun accordo.

La riforma delle pensioni che il Governo intende attuare nei prossimi anni sarà in vari step: nel 2019 si comincerà con la Quota 100 e con la - probabile - proroga dell'Opzione Donna, mentre le pensioni d'oro di importo superiore ai 4.000€ saranno tagliate.

Il sindacato della scuola Anief ha sempre reputato importante che il nuovo governo desse seguito a quanto promesso con il "Contratto per il governo del cambiamento" M5S e Lega, pochi giorni prima di vedersi affidato l'incarico: in particolare, a pagina 33 di quel contratto, vi è scritto che "occorre provvedere all'abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd". Tutto è basato sul risentimento che si vuole sfruttare da un punto di vista politico. La realtà dei fatti, come i giornali (compreso Firenze Post) si sono affrettati a spiegare è ben diversa: nel disegno di legge firmato Lega-M5S non si fa nessun riferimento ai sistemi retributivo e contributivo ma si dice che il taglio avverrà in base all'età e alla data di pensionamento. Quello del governo giallo-verde, risponde, "è un approccio pericoloso. Il Paese avrebbe bisogno di unità, non di ulteriori divisioni", osserva Fornero, secondo cui "sarebbe stato molto più corretto un contributo di solidarietà, strada già percorsa negli ultimi anni". Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio sottolinea che la sua generazione "la pensione la riceverà, se e quando la "vedrà", solo sul versato reale", per questo motivo "serve un riequilibrio generazionale, oltre che un ricambio".

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Sono stato a Genova e in Liguria decine e decine di volte, ad Albaro, Nervi, Sant'Olcese, Sanremo, Loano, Bordighera, Recco. Durante la non semplice e spettacolare manovra, il mezzo ha dovuto evitare altri camion e auto in attesa di uscita.

Dopo la riforma Fornero sono state adottate 8 leggi di salvaguardia per i cosiddetti esodati: le prime 3 leggi di salvaguardia dopo la riforma Fornero, varate dallo stesso governo Monti, prevedevano 116.130 salvaguardati, le successive 3 (2 del governo Letta, una del governo Renzi) hanno portato i salvaguardati a 170.230, che vengono incrementati a 196.530 nel 2015, con una settima legge di salvaguardia, ancora del governo Renzi. Non è chiaro anche come verranno ricostruiti i contributi passati. "È un pasticcio", afferma Fornero.

Meglio, semmai, ricorrere allo strumento del contributo di solidarietà, perché a riguardo esiste il riparo di una sentenza della Corte Costituzionale.

"Di sicuro ci saranno ricorsi, e credo fondati". Se una parte dunque si avvicina la quota 100, dall'altra si allontana la quota 41 per avere la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età che oggi è fissata 42 anni e 10 mesi, ma nel 2019 si innalzerà a 43 anni di contributi. "In questo chiunque può vedere un chiaro elemento di vigliaccheria", conclude Elsa Fornero.

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