Genova, revocare la concessione? Stangata da 20 miliardi per lo Stato

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E l'intenzione di modificare totalmente il settore con nuovi obblighi per i concessionari e clausole più eque.

Revocare le concessioni ad Autostrade per l'Italia della famiglia Benetton, in realtà, non è così facile, anche dopo il disastro del viadotto Morandi, con il suo carico di 38 morti accertati, più cinque dispersi. "Oggi il governo, tramite la competente direzione del Ministero delle Infrastrutture, ha formalmente inoltrato ad Autostrade per l'Italia la lettera di contestazione che avvia la procedura di caducazione della concessione".

A sancire l'inizio del cambio di rotta è il leader del Carroccio Matteo Salvini: "Fossi un amministratore di Autostrade per l'Italia avrei sospeso il pagamento del pedaggio in alcuni caselli, mi aspetto che succeda oggi". Circostanza confermata da una nota del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che precisa che "il governo contesta al concessionario, che aveva l'obbligo di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'autostrada A10, la grave sciagura che è conseguita al crollo del ponte".

Genova, crolla ponte autostrada: 39 morti, si scava ancora
Sono vicino a tutte le famiglie delle vittime . "Ho seri dubbi che le case sotto il ponte possano essere mantenute". Tra le vittime causate dal crollo di ponte Morandi risula esserci Vincenzo Licata , 58 anni, nato ad Agrigento.

Intanto, continua la polemica con il Partito democratico, accusato di aver favorito Autostrade per l'Italia prorogandone la concessione. La scadenza è fissata per il 2038, per la tratta in questione e per molte altre in mano ad Autostrade per l'Italia (come per esempio l'A14 da Bologna a Taranto). È indiscutibile il prestigio di un giurista che fino al 2014 ha presieduto il Consiglio nazionale forense e che è stato - in certi casi è tuttora componente di quasi tutte le commissioni ministeriali di riforma in campo civile. "Per ogni infrastruttura dovremo avere certezza dell'intervento di manutenzione da ultimo adottato e di quelli programmati - si legge ancora nel comunicato - Dovremo essere in condizione di poter operare tempestivamente nella segnalazione degli interventi di riammodernamento del nostro patrimonio infrastrutturale, graduandoli secondo un preciso ordine gerarchico di importanza e urgenza". "Potenzieremo il servizio ispettivo che è istituito presso il ministero delle Infrastrutture, in modo da assicurare una rigorosa e puntuale vigilanza sull'operato dei concessionari - afferma Conte - e sul rispetto dei vincoli che la legge e le convenzioni pongono a loro carico". Spiega infatti che intende modificare totalmente il settore delle concessioni. "Hanno scritto che il governo frena, falso, il governo accelera e revocherà le concessioni".

La revoca, oltretutto, comporta dei problemi anche sotto il punto di vista economico, che non vanno sottovalutati. "Anche con investimenti che riguardano il comparto militare che sono dual use, non vuol dire che non spenderemo soldi, ma potremmo monitorare i nostri cavalcavia e ponti e capire in che stato sono". L'ipotesi su cui si lavora è quella del cedimento di un tirante, ha spiegato il professore dell'Università di Genova Antonio Brencich che già due anni fa lanciò per primo l'allarme. Una posizione sulla quale è arrivata a stretto giro anche l'appoggio di Lega, Movimento 5 stelle e perfino di Fratelli d'Italia, i quali spingono per nazionalizzare la rete e tornare ad una gestione statale. Una cifra, che si legge, sarebbe "decurtata, a titolo di penale, di una somma pari al 10%" e quindi si parla di una penale per la societa' sui 150-200 milioni. In questo momento le ambulanze pagano il pedaggio sulle autostrade. "Il crollo del ponte Morandi è figlio di tutti i trattamenti privilegiati e delle marchette fatti ad Autostrade per l'Italia", scrive il vicepremier.

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