Oliviero Toscani "Le foto del Duce a Loreto, Salvini chissà"

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Intervistato dal Corriere della Sera, Toscani - che si definisce professionalmente "una persona indipendente" che lavora "per varie società" - ha commentato la scelta di ritrarre il leader del Movimento Cinque Stelle. Adesso sembra che il ponte l'abbia fatto cascare io o Benetton, ma robe da matti. Oliviero Toscani ha lasciato una risposta secca che non lascia adito a molte interpretazioni: "Mio padre ha fotografato Mussolini a piazzale Loreto, chissà dove fotograferò io Salvini". Per questo è un Paese di incattiviti e carogne.

Lacune in storia dell'arte a parte, il fotografo continua a parlare di Di Maio e descrive l'impressione suscitatagli: "Parla bene, è molto più fresco di quelli tristi che c'erano prima".

E così, dopo la polemica sulla foto scattata al Vice Premier Luigi Di Maio, finita sulla copertina di Forbes, definendolo un "simpatico pivello", "il primo napoletano in grado di essersi fregare da un milanese", Toscani resta al centro delle polemiche e rincara la dose.

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"Esatto. E per altro ci tengo a ricordare che io sono stato uno dei primi a dire che Salvini sarebbe stato un disastro". Poi il racconto della visita al ministero per fotografare Di Maio: "Una persona molto civile, saluta: 'Ciao ciao'". Sono stato con lui due ore, gli ho fatto vedere anche l'ultimo lavoro che ho fatto per i Benetton, quello con i ragazzi nudi. "Lui mi ha querelato e sono ancora a processo".

Veniamo quindi ai giorni nostri: Oliviero Toscani ha fatto un'affermazione pesante e cattiva, sperando ed auspicando che Salvini faccia la stessa fine di Mussolini. Ovvio che Calenda è più preparato.

Toscani racconta al Corriere che nell'ufficio "c'era un quadro di Depero" e Di Maio "non sapeva neanche chi fosse". E' un ragazzo simpatico. Il fotografo ha poi pronunciato qualche frase pungente non solo nei confronti di Di Maio, ma anche nei confronti del ministro dell'interno Matteo Salvini. Poi il commento finale: "Io sono un testimone del mio tempo, fotografo tutto: dalle donne più belle alle merde più belle".

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