Ue, Oettinger: "L'Italia non paga 20 miliardi di euro l'anno"

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Il commissario per il bilancio dell'Unione europea, Guenther Oettinger, ha detto di voler "lavorare con i numeri giusti" sulla politica di bilancio europea, confutando le parole del ministro dello Sviluppo economico Luigi di Maio che ha minacciato di non versare più il contributo italiano di venti miliardi al bilancio dell'Unione perché i Paesi Ue non l'hanno aiutato nella vicenda dei migranti bloccati sulla nave Diciotti. "Occorre inoltre non dimenticare che il lavoro della Commissione ha portato i suoi frutti durante questi ultimi mesi, ed è un lavoro che siamo pronti a fare, se c'è bisogno, anche in futuro". "A questo punto abbiamo fatto da noi e l'abbiamo fatto perché è molto importante che non si dia più l'impressione che ci sia un'Italia che abbassa la testa di fronte all'arroganza della Ue".

"Secondo l'Europa il veto del governo italiano sul bilancio e sui contributi netti è una farsa. In questo contesto ci sono due leggi europee che rilevano, in particolare la direttiva sulle procedure d'asilo, la quale dice che se una persona fa domanda di asilo" in uno Stato Ue "bisogna dargli accesso alle procedure nello Stato Ue in questione".

A rafforzare la dura presa di posizione del commissario UE Oettinger è arrivate nella stessa mattinata anche la posizione espressa dal Governo Tedesco.

L'Italia porrà di certo il veto sul bilancio pluriennale Ue 2012-2027 in discussione senza un cambiamento delle politiche migratorie.

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Il comunicato pubblicato ieri sul sito dell'Antitrust si conclude dicendo: "Tali comportamenti potrebbero integrare distinte pratiche commerciali scorrette in violazione degli artt".

Insomma, la cifra di 20 miliardi era e resta errata.

La differenza quindi i quasi 14 miliardi versati e gli 11 e mezzo rientrati sotto forma di fondi si avvicina dunque ai 3 miliardi correttamente indicati dal commissario europeo.

La risposta del vicepremier Di Maio è arrivata su Facebook.

Renzi. "Ricordatevi che se esistono casi come quello della Diciotti, la responsabilità è tutta di un signore, che non nomino nemmeno più, che a capo del governo del Pd andò in Europa e firmò l'apertura dei porti italiani in cambio di qualche briciola di flessibilità per gli 80 euro".

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