Ponte Morandi: Di Maio, a rifarlo dovrà essere un'azienda di Stato

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"Chi stava al governo li ha sempre protetti", e cita una frase di Renzi per poterlo attaccare nuovamente sull'eterno braccio di ferro Pd-M5s.

Infine per il prossimo quinquennio, 2018-2022, "la proposta di aggiornamento del Piano Finanziario presentato da Autostrade in applicazione della direttiva Cipe prevede una remunerazione al 7,30% lordi, che corrisponde a un 5% dopo le tasse". Il governo, ha assicurato, " compatto nel non permettere più ai privati di speculare".

A quasi due settimane dal crollo del ponte sul viadotto Polcevera, con il suo carico drammatico di vittime, Toninelli riferisce davanti alle commissioni riunite Ambiente e Lavori pubblici di Camera e Senato, dopo un minuto di silenzio per le vittime. Quindi: "Autostrade dia l'incarico di costruire il ponte a un'azienda pubblica". Più cauto, per quanto d'accordo con l'ipotesi tra l'altro ventilata pochi giorni fa dall'amministratore delegato del gruppo della cantieristica Giuseppe Bono, il governatore della Liguria e commissario per l'emergenza, Giovanni Toti, secondo cui "per le norme vigenti spetta a Società Autostrade". "Ad esso dovranno essere corrisposte risorse adeguate agli utili che esse ricavano dalla gestione". La controreplica di Toti non si è fatta attendere: "È Autostrade che deve pagare la ricostruzione e presentare un piano lavori".

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Il comunicato pubblicato ieri sul sito dell'Antitrust si conclude dicendo: "Tali comportamenti potrebbero integrare distinte pratiche commerciali scorrette in violazione degli artt".

In particolare, rileva il ministro, "dobbiamo allestire una banca dati, a livello centrale, che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e la manutenzione di tutte le nostre infrastrutture". "In questo modo - prosegue la nota di Autostrade per l'Italia - la società rende noti tutti gli elementi che regolano la concessione, compreso il cosiddetto Piano Finanziario". Una contromossa a quella di Autostrade per l'Italia, che oggi, a sorpresa, ha pubblicato il testo della Convenzione con il ministero. Per la concessionaria la strada è ormai tracciata: revoca della concessione e nazionalizzazione, assicurano Toninelli e Di Maio che la vogliono fuori anche per la ricostruzione di ponte Morandi, per il quale ci sarà il "timbro dello Stato" con Fincantieri e Cdp. "Stiamo parlando - ha spiegato - di interventi pianificati e continui, un'azione che magari non ha grande visibilità, non accende dibattiti e non porta voti, come invece succede con cattedrali nel deserto tipo il Ponte sullo Stretto". In generale tutti i titolari di una concessione in qualche modo legata alle infrastrutture sono ufficialmente nel mirino.

In un interessante reportage pubblicato oggi Repubblica ha provato a scovare i punti più interessanti del documento di concessione che Autostrade per l'Italia e il Mit siglarono nel 2007: negli atti, che dovevano rimanere segreti, si stima che la manutenzione generale tra il 2013 e il 2038 sarebbe stata di circa 290 milioni l'anno. Il conto è del Sole 24 Ore e arriva dopo la pubblicazione da parte di Autostrade delle concessioni fino all'altroieri top secret e la successiva rosicata di Toninelli, che dopo essere stato anticipato dai Benetton per vendetta ha pubblicato integralmente le 27 convenzioni stipulate anche con gli altri attori della sceneggiata dei caselli in concessione.

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