Libia: 30 i morti per scontri milizie

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Il portavoce "ha aggiunto che un bombardamento di razzi indiscriminato e sporadico contro diverse aree prosegue da sabato mattina", scrive ancora il sito aggiungendo che "un obice si é abbattuto su un'abitazione nella zona di Ashour senza causare perdite di vite umane".

Intanto è salito a 39 morti e 119 feriti il bilancio provvisorio degli scontri che dall'inizio della settimana si registrano a sud di Tripoli, secondo quanto reso noto dal ministero della Sanità del governo di accordo nazionale di Tripoli. "Credo profondamente nel ripristino della sovranità libica: in questo Paese che è diventato teatro di tutti gli interessi esterni, il nostro ruolo è quello di riuscire a far progredire l'accordo di Parigi dello scorso maggio", ha detto Macron parlando a Parigi davanti a 250 ambasciatori. Coloro che sono stati rilasciati non hanno avuto altra scelta se non quella di fuggire nei quartieri vicini correndo il rischio di essere vittime del fuoco incrociato. Non dovrebbero essere prigionieri semplicemente perché cercavano sicurezza o una vita migliore.

Presente dal 2011 in Libia, MSF lavora nei centri di detenzione di Tripoli dal 2016, fornendo assistenza sanitaria di base, assistenza per la salute mentale e fornitura di servizi idrici e igienico-sanitari.

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Secondo Ibrahim Younis, capomissione in Libia per Msf: "I recenti scontri dimostrano come la Libia non sia un luogo sicuro per i migranti, rifugiati e richiedenti asilo".

L'Alto commissariato Onu per i rifugiati ha rilevato che quasi la metà delle persone detenute nei centri di detenzione sono rifugiati provenienti da regioni in conflitto, tra cui Eritrea, Etiopia, Somalia e Sudan. Per il diritto internazionale queste persone hanno diritto alla protezione, ma le autorità libiche, i governi dei paesi sicuri e le Nazioni Unite non sono riusciti a stabilire un meccanismo efficace per prendere in carico le loro richieste di asilo. Tali politiche, si legge nel comunicato, hanno aggravato le già precarie condizioni di vita nei centri di detenzione di Tripoli.

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