Libia: Ue, parti rispettino cessate il fuoco, sostegno a Onu

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Una tregua. L'inviato speciale in Libia, Ghassan Salam, ha raggiunto un accordo per un "cessate il fuoco" a Tripoli, nella capitale del Paese. Spicca per la sua assenza l'Italia. "I governi di Francia, Italia, Regno Unito e Stati Uniti salutano il risultato della mediazione raggiunto oggi dalla missione di supporto dell'Onu mirata a una de-escalation delle violenze a Tripoli e nei dintorni, e ad assicurare la protezione dei civili". Secondo il sito Alsawat E' salito ad "almeno 61 persone" uccise e 159 ferite, cui si aggiungono 12 "scomparsi", il bilancio di sangue dei 10 giorni di scontri.

Secondo gli esperti, l'attacco della Settima Brigata, sarebbe stato deciso proprio per spingere l'esecutivo di Tripoli a concedere loro una parte delle ricchezze che, dalla caduta del regime, sono finite nelle tasche delle bande che controllano la capitale. E costoro andranno ad affollare le spiagge libiche in attesa di una imbarcazione qualunque per l'Europa.

In seguito all'insediamento di Fayez al-Sarraj a Tripoli nel marzo 2016, quattro fra le più rilevanti milizie locali - riunite in una sorta di unico "cartello" - si sono progressivamente divise il controllo della capitale libica, gradualmente radicandosi nel territorio e nei ranghi delle istituzioni al potere. Gli ha fatto eco, un funzionario della Libya Telecom and Technology (Ltt), il quale ha assicurato che Facebook non è stato bloccato, ma che ha subito un problema tecnico, su cui è stato chiamato a intervenire il provider internazionale.

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Ellis ha voluto subito precisare: "Non è mai stata mia intenzione toccare il seno di nessuna donna, l'ho fatto involontariamente". I fotografi hanno immortalato il gesto esatto: le dita le sfioravano praticamente il seno.

Inoltre, quando l'attuale ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, fa riferimento all'attaccamento al processo Onu sostenuto dall'Accordo di Skhirat del dicembre 2015, che prevede lo svolgimento di elezioni parlamentari e presidenziali - ancora previste per il 10 dicembre -, quest'ultimo non si discosta né dalle posizioni dei suoi predecessori, Angelino Alfano, né dall'ex presidente del Consiglio, che ha occupato la Farnesina tra l'ottobre 2014 e il dicembre 2016.

Su questa sponda del Mediterraneo il Paese per il quale un fallimento del governo Sarraj e una conseguente implosione della Libia avrebbero le conseguenze più immediate è l'Italia.

A contrastare l'influenza italiana contribuiscono anche le milizie legate ai Fratelli Musulmani fedeli all'ex premier di Tripoli, Khalifa Ghwell, spettatore non disinteressato degli scontri di questi giorni che ha le sue roccaforti tra Tripoli e Misurata e gode di appoggi importanti in Qatar e Turchia. A quanto apprende l'Adnkronos, Salamé riferirà domani al Consiglio di sicurezza dell'Onu sugli ultimi sviluppi della situazione a Tripoli, in collegamento dalla capitale. "Stiamo monitorando da vicino la situazione in coordinamento con la Direzione libica per la lotta contro la migrazione illegale e le agenzie delle Nazioni Unite, per fare in modo che tutti i rifugiati e i migranti siano trasferiti in un posto più sicuro", afferma Yaxley dell'Unhcr.

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