Strasburgo condanna Orbán, ora decide il Consiglio Ue

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Il Parlamento europeo ha approvato la relazione Sargentini sullo stato di diritto in Ungheria, dando così l'ok all'applicazione dell'articolo 7 dei Trattati, che nella sua fase più avanzata può condurre a sanzioni contro il Paese.

È un voto storico quello a cui è chiamata la Plenaria di Strasburgo mercoledì 12 settembre che dovrà decidere sulle sanzioni all'Ungheria. C'è stata anche una telefonata tra Silvio Berlusconi e il leader magiaro, fanno sapere fonti di Forza Italia.

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Obiettivo raggiunto, perché in questo caso i 448 favorevoli hanno abbondantemente superato la soglia dei due terzi dei voti espressi, che era di 430 voti (due terzi di 645, ovvero della somma di 448 sì e 197 no). Nella conversazione, il Cav ha annunciato che gli eurodeputati azzurri voteranno contro la richiesta di attivazione dell'articolo 7 del trattato Ue. Il presidente del Parlamento Antonio Tajani si è congratulato con la relatrice Judith Sargentini (Verdi).

La presa di posizione del Parlamento europeo a larghissima maggioranza ha un valore simbolico molto importante perché stabilisce i confini oltre i quali le legislazioni dei singoli Stati non possono andare. Sulla stessa lunghezza d'onda la Lega di Matteo Salvini, alleato di Orban, mentre il Movimento 5 stelle è intenzionato a schierarsi a favore delle sanzioni. Il primo ministro ungherese ha respinto tutte le accuse, ha accusato l'UE di aver inscenato un processo "di ispirazione comunista" e di avere criminalizzato l'Ungheria per non avere accolto nessun richiedente asilo negli ultimi anni. Veramente non un modello da seguire, per nessuno, e meno che mai per l'Italia.

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