L'Europarlamento ha approvato la direttiva sul Copyright

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Dopo la votazione, il relatore Axel Voss (PPE, DE) ha dichiarato: "Sono molto lieto che, nonostante il forte lobbying dei giganti di Internet, la maggioranza dei deputati al Parlamento europeo sia ora a favore della necessità di tutelare il principio di una retribuzione equa per i creativi europei". Le piccole e micro piattaforme escluse dal campo di applicazione della direttiva.

Non si è fatta attendere la reazione piccata di chi osteggiava il provvedimento, come il vicepremier Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 stelle che ha definito la nuova normativa "Una vergogna tutta Europea".

Di tutt'altra convinzione il Presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani che ha twittato: "La direttiva sul diritto d'autore è una vittoria per tutti i cittadini". Praticamente, spiega il Parlamento Europeo, l'editore non ha potere contrattuale in quanto c'è un vuoto legislativo circa la remunerazione per l'utilizzo dei contenuti degli editori in via digitale. Con la scusa di questa riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva. "Per questo motivo continueremo con ancora più impegno a batterci per eliminare i due articoli più controversi della direttiva: l'articolo 11 che prevede l'introduzione della cosiddetta 'link tax' e l'articolo 13 che mira a introdurre un meccanismo di filtraggio preventivo dei contenuti inseriti dagli utenti sul web". "È vergognoso. Ha vinto il partito del bavaglio". Con il voto di oggi il Parlamento Europeo ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet, facendoci così entrare ufficialmente in uno scenario da Grande Fratello.

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Circa 60 raid aerei russi hanno colpito il sud e il sudest della provincia di Idlib in meno di tre ore. L'ha affermato l'Osservatorio siriano per i diritti umani.

La direttiva approvata adesso, per diventare effettiva, deve essere recepita dai vari Stati, che però possono anche modificarla. Insomma, prosegue Di Maio, "ci batteremo nei negoziati tra i governi, in Parlamento europeo e nella Commissione europea per eliminare questi due provvedimenti orwelliani". "Il dibattito su questa direttiva è stato molto acceso e credo che il Parlamento abbia ascoltato con attenzione le preoccupazioni espresse". 7 contro l'Ungheria di Orban che alla proposta di riforma della direttiva che tutela il diritto d'autore dei contenuti diffusi online. In pratica, "tale responsabilita' imporrebbe di remunerare chi detiene i diritti sul materiale messo a disposizione e protetto da Copyright".

La norma non colpirà inoltre i collegamenti esterni, hyperlink, che vengano inseriti nel testo con parole individuali, che potranno essere descrizioni di testo a scelta del giornalista. Le stesse piattaforme dovranno inoltre istituire dei meccanismi rapidi di reclamo (gestiti dal personale della piattaforma e non da algoritmi) che consentano di presentare ricorsi contro una ingiusta eliminazione di un contenuto.

Negli scorsi giorni si sono moltiplicati, infatti, incontri e dibattiti con i rappresentanti di editori, giornalisti e autori, dall'Enpa alla Fieg sino a Ifj-Efj.

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