Follia Fenati, Manzi: "Pronto a perdonarlo, non farò causa"

Adjust Comment Print

Non dico che questa sia una giustificazione", ha continuato a spiegare, "ma credo che questo debba essere considerato.

Romano Fenati contro tutti?

Juncker, discorso stato Unione: Europa resti tollerante, no a nazionalismo malsano LIVE
Lo ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker nel suo discorso sullo stato dell'Unione all'assemblea plenaria dell'Europarlamento a Strasburgo .

Nei momenti immediatamente dopo la gara di Moto2 Stefano Manzi aveva dichiarato che non avrebbe mai perdonato Romano Fenati per quella pinzata che ha messo a rischio la sua vita.

Ma c'è anche chi lo difende, come il campione della Moto3 Joan Mir, che su Instagram dice a Fenati: "Hai commesso un errore veramente ingiustificabile, ma penso che tu sia una grande persona". Il suo è stato un gesto molto pericoloso, anti sportivo, che non ci si aspetterebbe da nessuno. Senza sminuire la gravità del gesto di Romano, e anzi sottolineando come le sue manovre non fossero certo provocazioni ma normale bagarre di gara, Manzi ha parlato di superare l'accaduto. "Farò di tutto per non farlo correre sulla MV Agusta in Moto2 perché non rappresenta i veri valori della nostra azienda". Inoltre, la caduta arrivata dopo il nostro contatto è causata dalla scarsa concentrazione che mi era rimasta, sempre a causa del contatto precedente. "Ciò che ha fatto Romano è davvero brutto, la bandiera nera è stata del tutto normale". Le critiche sono corrette e comprendo l'astio nei miei confronti. In seguito a questo episodio le loro strade si divideranno e forse in un futuro prossimo potranno ritrovarsi in pista, ma come alfieri di due squadre differenti. E' proprio il peggio. E' andata bene, ma nessuna azione subìta in precedenza può giustificare una reazione così. "Per niente. Ha invece storicamente un problema di gestione dei nervi, un suo senso della giustizia che la fa diventare sommaria", ha commentato il vicedirettore di Sky Sport, nonché voce da 18 anni del motomondiale, Guido Meda.

Comments