Niger, il sequestro del missionario Pierluigi Maccalli

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Un attacco ben pianificato avvenuto in pochi minuti, come ha riferito padre John, confratello indiano che vive nella stessa missione di padre Maccalli. Si specifica poi che: "L'Ambasciata d'Italia a Niamey ha formalmente chiesto alle Autorità locali di dare assoluta priorità alla rapida soluzione della vicenda e in ogni caso di evitare iniziative che possano mettere a rischio quella che è l'incolumità di Padre Pierluigi Maccalli".

"Da qualche mese la zona si trova in stato di urgenza - spiega p. Armanino - a causa di questa presenza di terroristi provenienti da Mali e Burkina Faso".

Padre Maccalli, originario della diocesi di Crema, già missionario in Costa d'Avorio per vari anni, operava nella parrocchia di Bomoanga, diocesi di Niamey. Da tempo si occupava di evangelizzazione e promozione umana: scuole, dispensari e formazioni per i giovani contadini, riferisce l'agenzia Fides. La missione è presente nella zona dagli anni '90, e i villaggi visitati dai missionari sono più di 20, di cui 12 con piccole comunità cristiane, distanti dalla missione anche oltre 60 chilometri.

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La notizia del rapimento di padre Maccalli in Niger aveva fatto temere che i rapitori avessero potuto porre fine alla sua vita. Insieme con il Consiglio presbiterale diocesano, riunito questa mattina in assemblea, il vescovo ha pregato per padre Pierluigi, perché tutto possa risolversi rapidamente e nel migliore dei modi. "Ci sono cose di fronte alle quali non possiamo fare nulla", ha concluso padre Gigi, "se non pregare e attendere con fiducia".

Padre Pierluigi Maccalli potrebbe essere in mano a islamisti fulani, pastori nomadi responsabili di diversi attacchi anticristiani in Niger, compresa l'uccisione di due sacerdoti lo scorso aprile. Frattanto, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per terrorismo. Secondo le informazioni disponibili, il religioso sarebbe stato sequestrato la notte scorsa nella localita' di Gourmance', non lontano dalla frontiera con il Burkina Faso.

La Chiesa cattolica in Niger sostiene fortemente che attraverso le opere sociali "cresca il regno di Dio" ed è per questo che la Missione di Bomoanga ha un programma di impegno di Promozione Umana e di Sviluppo attraverso le sue cellule di base chiamate CSD (Comité de Solidarité et Developpement).

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