Manovra: Tria, "Ho giurato nell'esclusivo interesse della nazione"

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"Ognuno - ha aggiunto - può avere un'idea dell'interesse della nazione".

"Ho giurato nell'esclusivo interesse della nazione e non di altri". "Non ho sentito richieste non condivisibili, ma vanno attuate volta per volta", ha proseguito Tria. Un messaggio che arriva dopo quello lanciato dal vicepremier Luigi Di Maio, che ha detto che l'obiettivo del governo per la manovra è "l'equilibrio sui conti", ma che la soglia del 2% deficit-Pil "non è un tabù" (TUTTI GLI SCONTRI DEI MINISTRI DELL'ECONOMIA PER LA MANOVRA). Aggiunge il titolare dell'Economia: "Si chiede più crescita nella stabilità finanziaria". "C'è tanto lavoro da fare ancora", ha sottolineato.

"Ci saranno nuovi fondi, interventi per accelerare la giustizia civile e modifiche al codice degli appalti", dice Tria. Il governo non vuole permettere un aumento della pressione fiscale, "ma anzi punta a una sua riduzione", ha insistito il ministro. Il ministro ha quindi polemizzato con le politiche messe in atto dagli ultimi governi che prevedevano l'utilizzo delle clausole di salvaguardia. Con la sterilizzazione delle clausole si passa quindi "dal non aumento a quello che possiamo fare per ridurre le tasse. Se si fa un accordo su questo è chiaro che il primo problema è affrontare questo punto".

Il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento cinque stelle, sarà in manovra e aiuterà le imprese a gestire le conseguenze sociali dei processi di trasformazione produttiva.

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La sfida di queste operazioni è infatti proprio evitare il rigetto che inevitabilmente il fisico subisce. La donatrice è invece una ciociara di 21 anni deceduta in un incidente stradale nel frusinate.

Tria davanti la platea di Confcommercio ha tirato dritto. Tutte le misure allo studio comunque "dovranno essere portate in modo consapevole, con gradualità, senza mettere in discussione la finanza pubblica". "Ci proponiamo nel primo anno di dimezzare questo differenziale per poi azzerarlo negli anni a venire". Secondo S&P la politica interna era il principale rischio e pesava "l'incertezza sulla volontà di proseguire nel consolidamento fiscale". Il rapporto di S&P spiega che "Deboli ordini esteri, in particolare nel settore automobilistico suggeriscono che l'esportazione stellare dello scorso anno non si ripeterà".

Mentre Lega e M5s chiedono al ministro di abbandonare l'obiettivo di deficit di bilancio dell'1,6 per cento del pil per il 2019 consentendo una spesa maggiore, allora ecco che Tria prova a riportare i suoi colleghi a un più sano realismo.

"Sarà una manovra di crescita, non di austerity - afferma il ministro dell'Economia - ma che non crea dubbi sulla sostenibilità del nostro debito". Il ministro ha anche invitato ad avere "fiducia", anche perchè "se si perde la fiducia nessuno investe e nessuno consuma". E conclude: "Nonostante quello che si dice sui giornali sono ottimista, farò del mio meglio".

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