Marcello Foa eletto alla presidenza Rai: "Sarò garante del pluralismo"

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E che, ipso facto, è senza posa messo alla berlina dai padroni del discorso, dal circo mediatico e dal clero giornalistico nichilista, che non crede in nulla e parla di tutto. "Come è giusto che fosse, Forza Italia si è incontrata con la Lega che oggi è al governo per condividere nel merito e nel metodo un candidato alla presidenza. Non ho mai militato in un partito politico, non ho mai preso una tessera, non ho mai cercato appoggi politici per far carriera". "Fa appello al mio percorso professionale e io intendo onorarlo in nome dei valori del giornalismo", ha sottolineato il presidente indicato dal Cda. Per raggiungere questo quorum saranno fondamentali i voti dei componenti della commissione provenienti da Forza Italia. Sulle critiche piovutegli dall'opposizione, si difende: "Non è mai stata mia intenzione offendere o mancare di rispetto al Presidente Mattarella: non è nel mio costume, raramente attacco e manco di rispetto, men che meno nei confronti della massima carica dello Stato, per il sentimento di stima nei suoi confronti, per il rispetto per il suo ruolo di servitore dello Stato e per la sua storia, che ha visto il sacrificio supremo di un membro della sua famiglia".

Prima del voto della commissione, c'è stata l'audizione del presidente in pectore.

Una candidatura che è stata spinta dal Movimento 5 Stelle fin dall'inizio: quando il suo nome venne fatto la prima volta a luglio, Luigi Di Maio dichiarò che si trattava dell'uomo giusto per eliminare i "parassiti" inseriti dai partiti tradizionali negli ultimi decenni. Nel corso della sua carriera al Giornale realizza una serie di reportage che raccontano i più grandi eventi negli anni 90 e si afferma come analista di geopolitica e strategia.

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Inoltre, ha proseguito, "ci saranno interventi per accelerare la giustizia civile e modificare il Codice degli appalti". Dobbiamo anche prevedere un accompagnamento delle pubbliche amministrazioni nel disegnare progetti di investimento.

Foa ha poi concluso: "Il mio obiettivo è far crescere la Rai e promuovere l'informazione oggettiva, premiare l'indipendenza, la meritocrazia e la professionalità, oltre ad ampliare la missione culturale dell'azienda".

Mercoledì 26 settembre la Commissione di vigilanza Rai si è espressa a favore della nomina di Marcello Foa a presidente della Rai. Il quotidiano francese titola: "Nomina controversa alla guida della Rai".

Il Pd è rimasta sulle barricate contro una "nomina illegittima": la consigliera Rita Borioni, unica a votare no in cda, ha già preannunciato ricorso, i capigruppo Delrio e Marcucci hanno chiesto ai presidenti di Camera e Senato di sconvocare la Vigilanza. Sbloccando così quello che sarebbe potuto diventare un problema vero e proprio: Vincenzo Morgante, attuale direttore dei tg regionali, da lunedì prossimo sarà alla guida di Tv2000, dunque o si procede alla nomina o la tgr resterà sprovvista del direttore.

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