Juventus, Marotta addio: "Non sarò più ad. No alla Figc"

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Il giorno dopo Juventus-Napoli si continua a discutere delle dimissioni di Beppe Marotta. Il presidente Agnelli vuole dare spazio a una nuova generazione di dirigenti quarantenni che devono prendere in mano la Juventus. È un termine un po' forte: io sono un uomo di azienda, capisco e quindi è giusto che si facciano avanti altre persone.

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Luigi Agnolin era figlio d'arte, il padre, Guido, era stato a sua volta un signor arbitro di serie A . Ha diretto anche una finale di Coppa dei Campioni , quella del 1988 tra PSV e Benfica .

Il mondo juventino è al centro di una scelta di rinnovamento che coinvolge anche l'altro ad, Aldo Mazzia, mentre il toto-nomi si scatena. "Cercherò di ritornare sul palcoscenico calcistico per la prossima stagione con un altro club (il Napoli?)". Questo club mi ha dato tanto, è stato un qualcosa di unico: da sempre fa crescere giovani dirigenti. Può bastare come spiegazione? Attenzione a quelle che saranno le evoluzioni, ma di certo un epilogo del genere dopo un grande Juventus- Napoli non ce lo aspettavamo. Ha tessuto infinite trattative di mercato, portando in bianconero tanti campioni, da Barzagli - il suo primo colpo - a Tevez, Pirlo, Higuain, per finire con Cristiano Ronaldo. Questi alcuni commenti che si possono leggere sul web. Forse la figura dell'ad era diventata troppo ingombrante, forse Andrea ha operato una scelta coraggiosa in linea con la sua educazione manageriale americana: si cambia e si rinnova quando le cose vanno bene per continuare a farle andare bene, non si aspetta mai il momento di crisi. "In questi otto-nove anni ho vuissuto tante emozioni e sono state tutte belle". "La Juventus resterà nel mio cuore, sono stati otto anni bellissimi", ha proseguito Marotta che ha parlato degli anni vissuti a Torino con emozione e le lacrime agli occhi. Insieme a Paratici, Nedved e Allegri. Due ipotesi che galleggiano nella mareggiata di ieri.

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