Tria difende la manovra: "Debito giù di un punto all'anno"

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I suoi commenti saranno affidati alla premessa della Nota, la tradizionale introduzione con cui il ministro dell'Economia presenta le linee programmatiche del governo al parlamento.

Le dimissioni di Tria non sono mai state sul tavolo.

"Ho letto sui giornali oggi - ha aggiunto - che ieri aveva offerto le sue dimissioni, mi sono incuriosito e stamattina l'ho chiamato: ha negato assolutamente che ci sia stata questa prospettiva. Spiegando la manovra che stiamo preparando e gli strumenti che mette in campo per l'obiettivo della crescita, l'allarme rientri". "Non è una discesa forte ma maggiore di quella realizzata negli ultimi anni. E sarà garantito anche da una clausola di salvaguardia sulla spesa che sostituisce le clausole sulle entrate fiscali utilizzate finora in ogni manovra per scrivere obiettivi di deficit e debito poi sempre rivisti". Quanto al richiamo di Mattarella, "concordo pienamente con il presidente della Repubblica", dice Tria che domani incontrerà i colleghi dell'Eurogruppo a Lussemburgo.

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Sono ministro di un governo, e come tale sono un politico. "L'equilibrio e il pareggio di bilancio - continua - rimane un nostro obiettivo fondamentale, anche se il percorso per raggiungerlo viene allungato nel tempo per dare spazio all'esigenza fondamentale di rilanciare la crescita". E resta il fatto che se le condizioni lo permetteranno si cercherà di riavviare il processo prima della fine del triennio. In questo modo, nel 2021, la quota di deficit sopra il 2% è "tutta di investimenti pubblici aggiuntivi". Rimasto al suo posto secondo molti su sollecitazione del Quirinale, nonostante la decisione di Lega e Movimento 5 stelle di sfidare l'Europa e i mercati con una Manovra finanziata quasi interamente in deficit, il ministro ha lavorato per ore, nel giorno del suo 70esimocompleanno, alla Nota di aggiornamento al Def. Ha riscritto e limato con il suo staff le tante pagine del documento, i focus, gli approfondimenti e, soprattutto, le attese tabelle di finanza pubblica. "Ma ho detto e ribadisco che il rilancio degli investimenti pubblici è fondamentale per recuperare il gap di crescita che ormai da dieci anni ci vede un punto sotto dalla media dell'Eurozona".

Da segnalare l'intervista al ministro degli Affari Europei Paolo Savona dal Fatto Quotidiano. Quest'ultimo ha infatti parlato di crescita all'1.6% prevista per 2019, e dell'1.7% per l'anno successivo.

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