Manovra, a Piazza Affari lo spread tocca quota 300 punti

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Da una parte si alzano i toni, con il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, che evoca la fine dell'euro e lo spettro della Grecia, e il vicepremier Matteo Salvini che replica accusandolo di essere il responsabile della reazione sfavorevole dei mercati al Def. Dall'altra si lavora a un compromesso: il commissario agli Affari Economici, Pierre Moscovici, si mostra dialogante e Giovanni Tria, fa (o ottiene?) una parziale marcia indietro: sì, il deficit italiano salirà al 2,4% in modo da finanziare le promesse contenute del programma, dal reddito della cittadinanza allo smantellamento della Fornero, ma solo per un anno. Un valore che, assicura il ministro, scenderà già a partire dal 2020. Si vocifera che alcuni importanti fondi stranieri in settembre abbiano comprato quantità significative di BTP proprio confidando in Tria. "Le promesse andranno nel corso della legislatura".

Una tranquillità che non si ravvisa però tra i ministri e i commissari europei. Ha aggiunto che " a una prima vista" i piani "non sembrano compatibili con le regole del Patto". In questa cornice "un rilancio degli investimenti è una componente cruciale". Il ministro lancia una frecciatina ai precedenti governi, facendo notare che la riforma del lavoro e quella previdenziale degli anni scorsi "non hanno consentito ridurre il tasso di disoccupazione e non hanno consentito soprattutto di porre su uno stabile percorso di riduzione il rapporto debito pil". "Le distorsioni degli attuali meccanismi di sorveglianza multilaterale e delle regole di bilancio vanno superate - ha sottolineato - al fine di debellare le pressioni deflazionistiche ancora oggi evidenti in alcuni paesi membri e ripristinare un clima di ottimismo nelle prospettive dell'Europa". Inoltre, secondo Tria il rispetto dell'avvio delle promesse elettorali richiede "un fortissimo taglio di spending review". "Nella manovra ci saranno tutte le misure previste dal contratto". "Anche se autorevoli rappresentanti della maggioranza, presidenti di commissione, hanno detto che la soluzione migliore sarebbe l'uscita dall'euro, mi auguro che queste siano posizioni personali, perché l'uscita dall'euro provocherebbe danni devastanti all'economia italiana, ucciderebbe le imprese e farebbe precipitare il nostro Paese nel caos". Negli ultimi anni sono state introdotti meccanismi di aumento automatico dell'Iva che poi sono stati quasi sempre "disinnescati", come si dice, modificando al rialzo gli obiettivi su deficit e debito. "Basta minacce e insulti dall'Europa, l'Italia è un paese sovrano". "A qualcuno stamattina non andava bene che lo spread non si è impennato e quindi si è svegliato, sto parlando di Moscovici, e ha cominciato a fare dichiarazioni contro l'Italia e contro il Def per creare tensioni sui mercati".

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Non ha vinto chi, probabilmente, lo avrebbe meritato, e partendo da questo presupposto tutti i giudizi vanno stravolti. A Valtteri viene detto che se le posizioni saranno blindate a fine gara gli verrà restituita la posizione.

Spiegherà probabilmente quello che ha ribadito nell'intervista di domenica a Il Sole 24 ore, quando ha cercato di rassicurare che quel margine di deficit è stato il frutto di una oculata mediazione tra le forza di governo.

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