Famiglie: reddito su, ma consumi al palo

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In piena indeterminatezza politica dopo l'esito incerto delle elezioni e con il governo ancora in fase embrionale, le famiglie però, anziché spendere, hanno preferito mettere i soldi da parte, confermando la loro attitudine ad essere formiche più che cicale. L'aumento del reddito disponibile, spiega dunque l'Istat, "non si è trasferito sui consumi, risultati quasi stagnanti in termini congiunturali; ne è derivata una netta risalita della propensione al risparmio". Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è risultata superiore di 1,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, salendo all'8,6%. Per quanto riguarda invece la pressione fiscale, nel secondo trimestre 2018 si è attestata al 40,8% del Pil, in riduzione di 0,6 punti rispetto al 41,4% dello stesso periodo del 2017.

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Al momento del terremoto , 71 stranieri erano a Palu e la maggior parte viene evacuata, ha spiegato il portavoce. Immediatamente scatta l'allerta tsunami che tuttavia dopo circa un'ora viene inspiegabilmente ritirato.

Nei mesi tra aprile e giugno, il reddito delle famiglie italiane è aumentato dell'1,3% rispetto al trimestre precedente. Anche per questa ragione la previsione di crescita del Pil per il 2018 deve ormai essere abbassata all'1,1%, quattro decimi di punto in meno dell'1,5% indicato nel vecchio DEF. Il Codacons teme che dalle paventate chiusure domenicali possa derivare un ulteriore elemento depressivo per i consumi, mentre l'Unione nazionale consumatori sottolinea come per ritrovare un valore peggiore di quello del secondo trimestre si debba andare indietro di oltre due anni e risalire al primo trimestre 2016, quando i consumi delle famiglie diminuirono dello 0,2%.

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