Juncker: "L'Italia non è la Grecia"

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Nuovo giorno di botta e risposta tra Roma e Bruxelles.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha messo in guardia dal rischio di un conflitto nei Balcani se l'Ue dovesse lasciar spegnere le aspirazioni europee di integrazione dei Paesi della regione. "Il governo dovrà sottoporre il proprio bilancio alla Commissione entro il 15 ottobre. Noi chiediamo solo di rispettare i patti". Io queste cose non le prendo in considerazione. Ma, aggiunge, "il fatto che due vicepremier ministri italiani usino un linguaggio sboccato sull'Unione europea come istituzione nella struttura generale del continente va guardato con molta attenzione".

Conclusione finale sull'amicizia tra il leader della Lega e il vicecancelliere austriaco Strache: "Una cosa che non mi sorprende moltissimo. Non possiamo scegliere i parenti, gli amici invece sì".

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Ad Austin - conclude - andremo con le spirito di sempre, quello di non mollare anche se i numeri non sono dalla nostra parte. Ci ho provato ma lui ha chiuso la traiettoria e non siamo riusciti a percorrere la curva affiancati .

Parole chiare dal parte del commissario europeo Juncker che ha ribadito all'Italia di fare un passo indietro per rispettare i vincoli europei.

"Se togliamo ai Balcani la prospettiva di un'adesione, conosceremo presto o tardi quello che abbiamo già visto negli anni Novanta", ha dichiarato Juncker ricordando che la strada per l'adesione "è ancora lunga" e i progressi sono "insufficienti".

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