Di Maio: ‘Ue e media vogliono far cadere il governo’

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"Non c'è nessuna volonta di uscire dall'Europa, né dall'euro". La più grande spesa di questo governo è per coprire i debiti di quelli che ci hanno governato fino all'altro ieri, infatti non aumenta l'Iva - ha aggiunto -.

Manovra per "ripagare il popolo italiano di tanti torti subiti" Quanto al pressing subito avviato dai vertici Ue, Di Maio chiarisce di non voler "alzare i toni" perché "diciamolo chiaro, questa Europa è finita", e sopravviverà ancora "pochi mesi". "Apprezzo il fatto che questa lettera sia stata mandata a mercati chiusi, abbiamo tutto il weekend per discutere di questa lettera a mezzo stampa ma deve essere chiaro che questo governo non arretra". "Dopo tanti anni abbiamo scritto una manovra del popolo e quando si aiuta la gente - ha sottolineato - non si può essere preoccupati".

"Faremo un gioco di squadra per spiegare all'Ue che gli italiani hanno bisogno di queste misure".

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Infine, riguardo al suo futuro, Valentino non ha dubbi: "Gareggio da molto tempo e ovviamente mi piace quello che faccio. Cerco sempre di spingere con la Yamaha perché migliorino il motore e penso che il prossimo anno possiamo modificarlo.

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico ha affermato che su questa manovra "non esiste nessun piano B", non dicendosi sorpreso che questa manovra non piaccia alla Commissione europea. Adesso il ministro Tria inizierà l'interlocuzione, so che nei prossimi giorni il presidente della Camera Roberto Fico sarà a Bruxelles e saremo tutti quanti compatti. "Tenete presente che nei prossimi 6 mesi, con le elezioni europee, ci sarà un terremoto politico anche in Europa e le regole cambieranno quasi tutte".

Come a dire che più la Ue si mette contro il nostro Paese più alimenterà il sentimento euroscettico e sovranista. Noi siamo convinti che quello sara' il tasso di crescita e con quella crescita noi riusciremo a ripagare il debito e ad abbassare il deficit. Le previsioni non si fanno sui se.

Immediata la risposta da parte dei rappresentanti dell'Ordine dei Giornalisti e dei gruppi editoriali chiamati in causa da Luigi Di Maio nel corso del suo intervento: "Gli insulti del vicepremier Luigi Di Maio sono l'ennesima dimostrazione del disprezzo nutrito nei confronti dell'informazione libera e del ruolo che questa è chiamata a svolgere in ogni democrazia liberale".

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