Economia, Matteo Salvini: "Meno tasse a chi investe sul proprio Paese"

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A dirlo è il vicepremier Luigi Di Maio, parlando a Radio Anch'io.

Spread a quota 400? "Io sono molto ottimista, quando parleremo con l'Europa si calmerà".

Per Di Maio, lo spread è stato tra i 270 ed i 330 sin dall'insediamento del nuovo esecutivo, a causa di un pregiudizio generalizzato da parte dell'establishment, asseritamente contrario ad un governo "giallo-verde".

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La nuova società, secondo il progetto del vicepremier, avrà una dotazione iniziale di due miliardi "che consente ad Alitalia di tornare competitiva e di avere nuovo slancio ".

Di Maio, non si torna indietro, non tradisco italiani - "Il mio obiettivo è rendere felici i miei concittadini, e questo vale al di là dei numeri". È vero il contrario: Di Maio e Salvini sono la prova della più grave colpa delle élite italiane e il monumento alla loro vergogna. Ma quest'ultima dichiarazione di Matteo Salvini mi fa pensare che lui stia capendo la distanza che separa le facili promesse dalle realizzazioni. Ma i timori attorno alla Manovra non stanno certo diminuendo, esattamente come lo spread (che ha raggiunto 315 punti base questa mattina, ndr).

Al centro dell'attenzione del Governo c'è "il lavoro, che è un'emergenza in Italia, perché se la gente non lavora il paese non cresce, se più gente lavora, paga più tasse, consuma di più e il debito pubblico tornerà a crescere dopo una salita di anni". Per dire: "Ci vogliono in ginocchio, ma la manovra non cambia". Un punto sul quale, a ogni modo, per il vicepremier Matteo Salvini non esistono margini di trattativa: "Sulla riforma della Fornero niente e nessuno ci potrà fermare".

Un provvedimento, quello della pace fiscale, che può essere raggiunto senza particolari contraccolpi e con può dare soddisfazione e consensi soprattutto. Due minuti e sono giù, in piazza, per dirlo a favore di telecamera che "quelli che sono stati in silenzio per anni" provano a "indicare la strada del ritorno al passato che ha portato al disastro". Mentre in sottofondo riparte la grancassa dei Cinque stelle, suonata da oltreoceano da Alessandro Di Battista, della battaglia ai burocrati: lo stallo su una nomina al Gse fa minacciare nuove epurazioni al ministero dell'Economia. Avanti tutta, nonostante le bocciature. Conte promette di "rafforzare" la manovra con un grande piano di investimenti che discuterà con le partecipate.

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