F1, negli Usa vince Raikkonen: Hamilton rinvia la festa

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Quarto Sebastian Vettel, protagonista di una grande rimonta, dopo il contatto iniziale con Daniel Ricciardo, davanti all'altra Mercedes del finlandese Valtteri Bottas. Coi suoi 67 punti di vantaggio su Sebastian Vettel, infatti, l'inglese della Mercedes ha la possibilità di laurearsi campione già domani sera, con quattro gare d'anticipo, vincendo il Gran Premio di Austin se il tedesco della Ferrari non riuscirà a piazzarsi secondo, o addirittura arrivando sul secondo gradino del podio se Vettel non dovesse riuscire a tagliare il traguardo almeno al quinto posto. "Sono partito bene, dovevo spingere al massimo, le gomme alla fine non erano al massimo ma siamo riusciti a mantenere la posizione e ce l'abbiamo fatta". "Vedere il buon passo che avevamo è bello, siamo tornati indietro di un paio di step nella specifica della macchina e sembra funzionare molto meglio sia per Kimi sia per me". Sono contento, ma magari più tardi festeggeremo un po'. "Io ho faticato, speravo di poter far meglio alla fine ma non è stato possibile".

KIMI, CHE GARA! - Tutto è successo al via: Raikkonen subito al comando dopo aver superato Hamilton con un'ottima partenza. Sono deluso per la gara e per aver deluso il mio team. Racchiusi in un pugno di secondi, i tre sono andati avanti fino alla fine, con il finlandese mai impensierito dall'olandese e il britannico che ha invece tentato il tutto per tutto (il secondo posto con Vettel 5/o gli sarebbe valso aritmeticamente il Mondiale), prima di finire largo e rimandare il discorso a Città del Messico. Sono comunque contento. Il duello con Hamilton? "Per me ovviamente è stato lo stesso problema del Giappone".

Maltempo e pioggia, la protezione civile emana l'allerta 'gialla'
A fine giornata non si escludono anche delle nevicate sui monti Nebrodi al di sopra dei 1500 metri. Ampi spazi soleggiati e tempo perlopiù asciutto nella prima parte del giorno.

Dopo aver visto la gara e le due Rosse mai così performanti, crescono i rimpianti del Cavallino per gli errori a raffica che, dopo Monza, hanno compromesso il sogno iridato.

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