Renzi chiude la nona Leopolda: "Non lasciamo l'Italia in mano ai cialtroni"

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"Dicono che sentirei Salvini tutti i giorni, é una falsità". Scherza così, salendo per la prima volta sul palco della Leopolda, il conduttore tv che ha regalato a Matteo Renzi un poncho colorato.

Sono proprio atteggiamenti come quelli tenuti da Bonolis e Renzi infatti ad aver determinato la vittoria mondiale del cosiddetto populismo contro i ricconi radical chic che predicano bene e razzolano male.

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"I barbari li avevano già romanizzati, pezzi importanti dell'establishment avevano già detto no al referendum, come pezzi del sistema economico e finanziario e l'Economist" ha aggiunto "Il guru di Di Maio si chiama Enzo Scotti, un ex ministro democristiano, lo chiamavano Tarzan per la facilità con cui passava da una corrente all'altra - ha aggiunto -, ha fondato la Link University, è il punto di riferimento di un pezzo della classe dirigente". "C'era un disegno - ha spiegato - sostenuto da personaggi di grande rilevanza, trasformarci in una sorta di piccoli alleati saggi del M5s e pensare che l'ala piu' razionale della destra dovesse fare altrettanto con Salvini, per arrivare a un bipolarismo populista". Ascolta i miei consigli?

"Noi abbiamo detto di no" al governo Pd-M5s "non per i popcorn, ma perche' pensiamo che la politica sia passione, idealita', valori, non poltrone". Non mi pare, dalla direzione che prende. "Oggi vanno fortissimo Salvini e Di Maio". Poi è ancora il turno di Renzi: "Per convincerlo a togliere l'Imu ho dovuto organizzare una cena segreta con Spalletti, che all'epoca era l'allenatore della Roma, e lui gli ha anche chiesto perché non facesse giocare Totti". Chiedo ai parlamentari del Pd in Ue domani mattina di denunciare il presidente della Rai per calunnia e diffamazione. "Neanche Berlusconi arrivò a tanto, vergognatevi".

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