Bimbo di un anno e mezzo malato cerca donatore di midollo

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Biondo, due occhioni azzurri, bellissimo.

Mi chiamo Alessandro Maria e ho compiuto 1 anno e mezzo da pochi giorni. "Sono nato alla settimana n. 30 e, sebbene i dottori mi avessero già dato per spacciato, ho combattuto come un ariete (il mio segno zodiacale) contro una serie infinita di complicazioni per essere ancora qua", si legge nel post condiviso su Facebook dai genitori, che presentano così la storia del loro piccolo, già sopravvissuto ad una nascita prematura. Il suo papà è un manager Unicredit, e arriva dal Veneto. Si torna a Londra.

Il bambino purtroppo è affetto da linfoistiocitosi emofagocitica, conosciuta in medicina come HLH. La malattia colpisce solo lo 0.002% dei bambini e non lascia speranze di vita senza, appunto, trapianto di midollo osseo con un donatore compatibile in tempi rapidissimi. Nel caso specifico è stata diagnosticata la mancanza di perforina, una proteina essenziale per la funzione "killer" dei linfociti.

"Mi auguro davvero - dice Paolo, il papà del bambino - che possiamo essere utili a mio figlio e a tutti gli altri bambini che abbiamo visto in questi mesi malati ed in attesa di un trapianto".

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In Italia è scattata la gara di solidarietà: condivisione dopo condivisione, tutti si stanno mobilitando per cercare il donatore giusto. Essendo figlio unico, il piccolo non ha nessun fratello o sorella che gli possano donare il midollo. Infatti non solo Alessandro ha una malattia rarissima, ma ha anche un antigene altrettanto raro. I genitori e gli amici della famiglia di Alessandro hanno lanciato un appello, una corsa contro il tempo, per trovare un donatore compatibile.

Roberta Pes, giovane di Assemini, nei mesi scorsi è stata la tata di Alessandro a Londra. L'unica possibilità per il piccolo - che con i suoi genitori italiani vive in Inghilterra - è trovare qualcuno che possa donargli il midollo osseo.

Il punto di riferimento è l'ADMO (Associazione Donatori di Midollo Osseo), che cerca DNA compatibile con la donazione di midollo. Il soggetto ricercato deve avere tra i 18 e i 35 anni, e deve pesare più di 50 chili. I genitori cercano un donatore di midollo compatibile per salvarlo. Per il donatore non c'è alcun rischio. Tale procedura è semplice, basta andare sul sito web dell'ADMO (admo.it) oppure contattare l'ospedale più vicino e il tutto viene effettuato per mezzo di un semplice campione di sangue oppure di saliva. Il piccolo è attualmente curato con un farmaco sperimentale, che gli permetterebbe di sopravvivere non più di cinque settimane.

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