Rating Italia: S&P conferma il rating ma peggiora l'outlook

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L'agenzia di rating Standard & Poor's ha confermato il rating sovrano dell'Italia a BBB anche se ha rivisto al ribasso le prospettive. "Sulla decisione di portare in negativo l'outlook e su alcuni giudizi negativi sulla manovra economica, siamo fiduciosi che mercati e istituzioni internazionali comprenderanno la bontà delle nostre misure". Per ora nessun declassamento, quindi, ma le nuvole nere sono all'orizzonte. L'agenzia prevede che il deficit italiano si attesterà nel 2019 a circa il 2,7% del pil contro il 2,4% del governo. Anzi, S&P si aspetta che nei prossimi tre anni il rapporto debito/Pil dell'Italia si manterrà al 128,5%.

Non solo. S&P avverte che l'intervento sulla riforma Fornero e l'introduzione del reddito di cittadinanza possono mettere a rischio la stabilità dei conti.

- INVESTIMENTI: Il governo ha adottato la flat tax per incoraggiare gli investimenti.

Standard & Poor’s conferma il rating dell’Italia ma taglia l’outlook a negativo
Standard & Poor's ha rivisto anche al ribasso le stime di crescita per l'Italia all'1,1% per quest'anno e il prossimo. L'agenzia prevede che il deficit italiano si attesterà nel 2019 a circa il 2,7% del pil contro il 2,4% del governo.

Il reddito di cittadinanza? Le agenzie di rating non si sono accorte della crisi mondiale?

"A nostro avviso, il piano economico del governo rischia di indebolire la performance di crescita dell'Italia". Ciò a sua volta sta influenzando negativamente l'accesso delle banche al finanziamento del mercato dei capitali e, in misura minore, i loro coefficienti patrimoniali regolamentari. L'agenzia Usa rivede però la previsione (l'outlook) da stabile a "negativo". "Un ulteriore aumento del rendimento dei crediti delle banche verso lo stato potrebbe, a nostro avviso, ridurre la capacità delle banche di finanziare l'economia italiana in quanto distolgono risorse dal settore privato, in particolare dalle PMI".

"I piani di politica economica e fiscale del Governo hanno eroso la fiducia degli investitori, come riflesso dall'aumento del rendimento del debito pubblico".

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