Protesta No Tap, bruciate bandiere e tessere del M5s

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Noi siamo domani alle dieci davanti alla torre di San Foca dove decine di parlamentari 5 stelle si sono stracciati le vesti contro il Tap.

Il leader del movimento No Tap, Gianluca Maggiore, é intanto tornato a chiedere le dimissioni dei portavoce pentastellati eletti in Salento. "Continuiamo ad avere fiducia nella magistratura", hanno continuato i parlamentari.

E' lui a dare voce a quello che si dice tra i manifestanti: "Il ministro Salvini, che fa parte di questo governo - afferma il sindaco - ha preso l'impegno di non fare entrare le navi nei porti italiani e lo ha mantenuto violando Trattato di Dublino, e in quel caso non ci sono soldi ma vite umane in gioco, mentre Di Maio e Conte non hanno il coraggio e la volontà di fermare quest'opera, definita giustamente una follia ingegneristica".

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Sebbene gli esami tossicologici siano ancora in corso, i medici legali considerano probabile la morte per overdose. Qualcuno racconta che forse le avevano rubato lo smartphone o il tablet e che era andata lì per riprenderselo.

Caso Tap, il premier Conte scrive agli abitanti di Melendugno: "Il complesso delle verifiche effettuate non ci offre alcuna possibilità di impedire la realizzazione del progetto Tap: allo stato, non sono emerse illegittimità o irregolarità dell'iter procedurale". Se ciò non avvenisse significherebbe che l'establishment che ha voluto l'opera tira ancora le fila di questo Paese, che l'attuale Governo è una prosecuzione di quelli che lo hanno preceduto e che basta proferire una menzogna per negare la realtà e sospendere lo Stato di diritto. In questo modo protestano contro la decisione del premier Giuseppe Conte che ieri ha dato il via libera alla costruzione del gasdotto Tap che approderà su una spiaggia di San Foca di Melendugno. Era presente anche il sindaco di Melendugno, Marco Potì. Non ci possono nemmeno essere costi a carico dello Stato, semplicemente perché, non essendovi a oggi il rispetto delle prescrizioni da parte di Tap, non vi può essere responsabilità dello Stato.

"Una perdita di tempo, una presa in giro per calmare gli animi".

Il vicepremier Di Maio ha sottolineato: "Abbiamo fatto un'istruttoria per due mesi e ci sono fino a 20 miliardi di euro di penali da pagare, cioè più del reddito di cittadinanza e di quota cento insieme". Quella dei cittadini che da anni si oppongono a TAP, svelando la sua natura fraudolenta e offrendo una grande sponda agli esponenti politici che hanno a cuore la democrazia e il benessere delle comunità. "Lo devono fare per trasparenza, correttezza, coerenza", concludono Fratoianni e Muroni.

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