Sulla Tap Di Maio dice che non ha cambiato idea

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Lo fa continuamente, però questa volta c'è una questione differente: è palese che non c'è una carta e che non ci sono penali.

"Dobbiamo essere compatti - ha scritto Di Maio/Wikipedia - come lo era la testuggine romana, una formazione di fanteria dell'esercito romano che era di grande complessità perché richiedeva un importante coordinamento collettivo. Non ci hanno mai detto che c'erano delle penali da pagare".

"Il sottosegretario Andrea Cioffi ha seguito il Tap da sempre ed è lui che insieme a me ha vagliato carta per carta per verificare se ci fossero i presupposti per poter superare il progetto Tap". Vi posso assicurare che non è semplice dover dire che ci sono delle penali per quasi 20 miliardi di euro. Quindi non passerà mai nulla che vada contro i principi del MoVimento 5 Stelle. In realtà Di Maio avrebbe potuto leggere tutte le condizioni in Gazzetta ufficiale dal 2015 e forse avrebbe scoperto che non esistono penali per il governo.

Cairo: "Troppe penalizzazioni al Torino"
Questi signori arbitri fanno quello che vogliono, e questo non è più accettabile: a me non piace l'arroganza del potere. Ci tengo a dire che il Toro avrebbe meritato di vincere, abbiamo giocato benissimo contro un avversario molto forte".

Sulla vicenda Tap "noi abbiamo perso le elezioni, l'Italia ha perso tempo, Di Maio ha perso la faccia". "Lo sapevano, c'è solo la richiesta danni che si paga quando si prende un contratto e lo si straccia", scrive Ettore Rosato, vicepresidente della Camera, che posta anche il video del comizio di Di Battista sul blocco in 2 settimane della TAP. Si dimetta". E aggiunge: "In qualsiasi paese occidentale si sarebbe dovuto dimettere già per aver raccontato menzogne sul parere dell'avvocatura su Ilva. Il presidente del consiglio ha cercato di calmare le acque, motivando la decisione di proseguire l'opera, ovvero, 20 miliardi di euro di penali da pagare nel caso in cui l'Italia abdicasse. Questo mio sconforto è esploso leggendo le dichiarazioni del ministro Luigi Di Maio dopo la conferma della continuazione dei lavori del Trans Adriatic Pipeline (Tap). "Ma così è, altrimenti avremmo agito diversamente". Finirebbe a 700 metri dalla spiaggia salentina di San Foca, una delle più belle della Puglia, sotto i fondali dove vivono persino le tartarughe di mare, immense praterie marine ricche di fauna che danno ossigeno all'Adriatico.

Conseguenza di questi attacchi è "lo spread che si alza, i commissari UE che sono uomini di partito che ogni giorno sparano contro l'Italia, le agenzie di rating che o abbassano il rating o parlano di outlook negativo perché alla fine tutti sanno benissimo che i fondamentali dell'Italia sono solidissimi e che non abbiamo alcuna intenzione di uscire dall'euro".

Per questo i No Tap hanno avviato sui social una campagna in cui i volti dei destinatari, tra cui il premier Conte, vengono raffigurati al centro di due loghi: il primo con la scritta "No Tap, né qui né altrove", il secondo "Sì Tap, sia qui che altrove".

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