Brasile, fine del mistero: ecco dov'è l'ex terrorista Cesare Battisti

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"Era qui domenica, poi non l'ho visto più", dice un abitante del posto e un altro gli fa eco: "Da lunedì non c'è nessuno in casa, la sua Prisma grigia è parcheggiata nel cortiletto, da fuori sembra tutto in ordine, come quando parte per le ferie". Ma la visita del vicepremier del governo Conte avrebbe un duplice scopo, il Viminale vuole riportare in Italia Cesare Battisti, condannato all'ergastolo in contumacia con sentenza definitiva del 1993, ma di fatto fuggito all'estero dal 1981, prima in Francia, poi in Messico, nuovamente in Francia ed in Brasile dal 2004. È stanco, vuole solo pensare al suo libro. "E dopo anni di chiacchiere, chiederò che ci rimandino in Italia il terrorista rosso Battisti".

Il 9 giugno 2011 il Supremo Tribunal Federal brasiliano ha confermato la decisione del presidente Lula di non estradare Cesare Battisti e ha votato a favore della sua liberazione.

Il 25 aprile 2018 un giudice aveva revocato a Battisti le misure cautelari, liberandolo dalla cavigliera e permettendogli di muoversi nel paese. Per Battisti resta comunque in vigore il divieto di lasciare il Brasile.

La vicina Patricia e un poliziotto in pensione che lo conoscono raccontano che "a Cananéia Battisti si trova benissimo, ma da martedì della scorsa settimana non lo vediamo". "Le sue sono solo parole, fanfaronate", ha invece replicato Battisti.

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Oggi lo spread tra Btp e Bund si riporta stabilmente sopra la soglia dei 310 punti base, con oscillazioni attorno a 313 punti. Certamente questi bond sono nel portafoglio delle banche , se perdono valore intaccano il capitale delle banche .

Intervistato allora per la tv brasiliana Tribuna, Battisti aveva dichiarato con tono arrogante che "In Brasile sono protetto, posso uscirne come e quando voglio" e che "Se pensano di potermi mandare in Italia lo faranno illegalmente".

Sia Bolsonaro che suo figlio hanno subito parlato di regalo da fare all'Italia. Per l'ordinamento brasiliano, la questione è infatti diventata più grande del caso Battisti. I primissimi provvedimenti adottati da Bolsonaro, secondo il quotidiano "Folha de S. Paulo", sono la diretta conseguenza di quelle promesse: "taglio del numero dei ministeri, che potrebbero essere ridotti da 29 a 15, e via libera alle privatizzazioni delle imprese statali".

E proprio il 28 ottobre l'ultra conservatore Jair Bolsonaro ha vinto le elezioni presidenziali promettendo all'Italia l'estradizione del latitante protetto in Brasile grazie a una concessione dell'ex presidente Lula da Silva. Il presidente della Repubblica uscente, Michel Temer, pur potendo contare sul parere favorevole all'estradizione dell'avvocatura dello Stato e della Procura generale della Repubblica, non si è preso questa responsabilità proprio per non entrare in conflitto con la Corte.

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