Iaquinta condannato a due anni nel processo sulla ‘Ndrangheta in Emilia

Adjust Comment Print

L'ex attaccante della Nazionale, della Juventus e dell'Udinese, Vincenzo Iaquinta, è stato condannato in primo grado a due anni di reclusione nel processo di "ndrangheta Aemilia", a Reggio Emilia.

Come riporta l'agenzia "Dire", a Iaquinta "senior" è andata notevolmente peggio. Mi hanno rovinato la vita sul niente perché sono calabrese, perché sono di Cutro.

Centoventicinque le condanne lette dal collegio dei giudici, 19 le assoluzioni e quattro le prescrizioni per i 148 imputati. Fra le condanne del rito ordinario spiccano anche quelle - confermate in 19 anni - dei fratelli sinti Alfredo e Francesco Amato, che secondo il pentito Antonio Valerio vorrebbero imporsi al vertice della cosca, indebolita dal processo. Sto soffrendo come un cane per la mia famiglia e per i miei bambini, senza aver fatto niente.

Il coming out di Marco Carta e tutti i gossip del weekend
Io l'ho perdonato, perché davvero è passata, gli voglio bene come se ci fosse stato, forse anche lui avrà avuto i suoi motivi. Nel mio percorso è capitato che qualcuno avesse provato a dire qualcosa su di me, al posto mio, anche quando non mi andava.

Iaquinta: condannato perché calabrese - Fuori dall'aula arriva lo sfogo dell'ex calciatore: "Il nome 'ndrangheta non sappiamo neanche cosa sia nella nostra famiglia". Valerio si è dichiarato colpevole nella deposizione in aula il 26 settembre 2017 e da allora ha iniziato il racconto del suo "romanzo criminale" che si è concluso solo nell'ultima udienza con l'affermazione finale: "A Reggio Emilia siete sotto scacco". Valerio in particolare ha fornito importanti riscontri alle indagini ed arricchito di nuovi elementi il fascicolo d'accusa, portando all'apertura del processo Aemilia 92 sugli omicidi che insanguinarono Reggio Emilia 26 anni fa: fu la resa dei conti tra le cosche Grande Aracri, Dragone, Vasapollo e Ruggiero. L'accusa aveva chiesto sei anni. Io e mio padre non abbiamo fatto niente, con la 'ndrangheta non c'entriamo niente.

Per Vincenzo, il pm aveva inizialmente avanzato una richiesta di 6 anni: "Vergogna, ridicoli!".

Comments