Tigri e rinoceronti: la Cina vuole legalizzare l'uso di pelli e ossa

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Al momento sono solo 3.900 tigri e 30.000 rinoceronti rimasti in libertà e il bracconaggio è la più grande minaccia per le specie in via di estinzione.

Il Consiglio di Stato della Cina assicura che "controllerà il commercio e l'uso di rinoceronti, tigri e prodotti affini in Cina" e ricorda che "Tranne che in circostanze speciali previste dalla legge, il Paese vieta tutte le azioni che implicano vendite, acquisti, utilizzo e importazione o esportazione di rinoceronti, tigri e relativi prodotti, compreso l'intero corpo, parti di esso o prodotti derivati". In ultima istanza, la presenza di un mercato illegale e di uno legale potrebbe aumentare la confusione tra forze dell'ordine e dei consumatori, catalizzando il commercio di altre parti di tigre e rinoceronte. Sarà necessaria un'autorizzazione speciale per l'uso di questi prodotti, secondo la circolare. E solo i medici ospedalieri, riconosciuti dall'amministrazione nazionale della medicina tradizionale cinese, potranno usarle.

In Cina sono attive aziende in cui le tigri, felini naturalmente presenti nel territorio, vengono allevate in cattività, ma imprenditori stanno già fiutando l'affare dell'allevamento di rinoceronti. Innanzitutto, la domanda di parti di tigre e rinoceronte sono in netto calo da quando fu imposto il divieto 25 anni fa; con la riapertura del mercato si rivitalizzerà una richiesta sull'orlo dell'estinzione, proprio come le specie malauguratamente coinvolte. "Il divieto dovrebbe essere inoltre esteso affinché riguardi il commercio di qualunque prodotto a base di tigre e non solo a base di ossa". "La ripresa del commercio legale potrebbe non solo servire da copertura per il traffico illegale, ma stimolerà anche una domanda che è diminuita dall'entrata in vigore del divieto", ha detto Margaret Kinnaird, responsabile della biodiversità al World Wide Fund for Nature (WWF). La legalizzazione di questo commercio avrà conseguenze devastanti a livello globale. Il commercio di ossa di tigre e corno di rinoceronte è stato vietato nel 1993.

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Adesso la Cina ha autorizzato l'uso di parti di animali in cattività per uso scientifico, medico e culturale. Con popolazioni selvagge di tigri e rinoceronti a livelli così bassi e di fronte alle numerose minacce che mettono a rischio il futuro di queste specie, legalizzare la commercializzazione di "parti" di questi animali in Cina è semplicemente un errore dalle dimensioni drammatiche.

Alla Cina il Wwf chiede anche di "stabilire un piano chiaro e un calendario ben definito per chiudere gli impianti di allevamento di tigri in cattività usati per scopi commerciali".

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