Accordo sul nucleare: ripristinate le sanzioni sull'Iran

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La dichiarazione e' stata rilasciata ieri dal ministero degli Esteri. Pyongyang accusa Washington di aver deviato gli impegni presi dal leader nordcoreano Kim Jong Un e dal presidente Donald Trump nel loro summit di giugno a Singapore per lavorare alla denuclearizzazione della penisola coreana, senza descrivere come e quando si verificherebbe.

Washington - Gli Stati Uniti confermano che ripristineranno tutte le sanzioni all'Iran che erano state revocate nel quadro dell'accordo del 2015 sul nucleare iraniano, da cui Donald Trump si è ritirato. Su Twitter Trump ha postato una sua foto con la scritta "Sanctions are coming - November 2018", parafrasando il motto della nota serie tv Game of Thrones, "Winter is coming".

Il segretario di Stato, Mike Pompeo, e il segretario al Tesoro, Steve Mnuchin, hanno annunciato le sanzioni che colpiranno in particolare operatori portuali, spedizioni marittime, cantieristica navale, energia e finanze.

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Il segretario di Stato americano ha annunciato che se Teheran vorrà riqualificarsi, dovrà sottostare a 12 richieste esplicite: tra queste, bloccare i lavori sui vettori balistici, ritirarsi dalla Siria, fermare il finanziamento di gruppi terroristici (molti dei partiti-milizia che l'Iran finanzia, attraverso cui poi ottiene come ritorno la possibilità di diffondere la propria presenza nel Medio Oriente, sono considerati gruppi terroristici da Stati Uniti e Unione Europea: è il caso di Hezbollah in Libano, varie milizie politiche in Iraq e Siria, corpuscoli afghani e anche il collegamento più sfumato con i ribelli yemeniti Houthi).

Ad essere penalizzati saranno soprattutto i Paese che continuano a importare petrolio dall'Iran e le società che continuano a fare affari con individui od entità inserire nella 'lista nera' degli Usa. Tra i destinatari delle esenzioni - che saranno resi noti solo la settimana prossima - non figura l'Unione europea. L'elenco dei Paesi verrà reso noto lunedì. Forse - spiegano fonti dell'amministrazione Usa - anche la Turchia. Anche ad un altro vicino di Teheran, l'Iraq, sarà concessa l'esenzione, con la condizione di non pagare il petrolio in dollari americani.

Per Pompeo l'obiettivo delle sanzioni è spingere l'Iran "ad agire come un Paese normale". "Sembra che gli Usa non siano più in grado di mettere sotto pressione i Paesi e le aziende - ha continuato - Noi siamo in grado di gestire le questioni economiche del nostro Paese".

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