Parlamento russo commenta i risultati delle elezioni midterm negli USA

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Sono le 11:40 e le proiezioni in sintesi ci dicono questo: il Senato resta Repubblicano, la Camera diventa Democratica, i Repubblicani vincono la corsa ai seggi da Governatore (Florida in testa), i Democratici raccolgono tantissimi voti nella America suburban, anche nei cosiddetti "Trump States". Soldi investiti, in gran parte, da pochi individui, fatto che dovrebbe far riflettere sull'influenza eccessiva che pochi miliardari hanno sull'esito delle elezioni. Sono più di 100.

La strategia dei Dem sembra aver pagato: in termini percentuali, il maggior aumento di consenso nell'area dem si registra, secondo l'ultimo dei modelli considerati, tra le donne laureate (di circa 10 punti) ma anche - in modo più contenuto - tra quelle prive di laurea (circa 4 punti).

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Native americane e ispaniche - Così come Sharice Davids, in Kansas, e Deb Haaland, in New Mexico, sono le prime native americana ad approdare al Congresso, anche in questo caso per i democratici. Le perdite registrate dai repubblicani sono pesanti, ma non inaudite per elezioni di metà mandato, quando il partito del presidente tradizionalmente perde posizioni e nonostante che l'affluenza (che aiuta di solito i democratici) sia stata particolarmente alta. Infatti, prendendo in considerazione i votanti compresi tra i 18 e i 39 anni, quindi anche i new voters - cioè coloro che si recavano a votare per la prima volta in queste midterms -, è evidente una propensione mai registrata negli ultimi dieci anni a preferire l'area democratica. Ma se ne parlerà, perché tra gli elettori e i parlamentari Democratici c'è chi vorrebbe usare questa opzione anche solo per mettere in difficoltà il presidente, e perché ora, banalmente, l'opzione esiste. In precedenza su Twitter il tycoon aveva intavolato la trattativa: "In tutta equità, Nancy Pelosi merita di essere scelta come speaker della Camera dai democratici". Se il presidente vuole combinare qualcosa a livello legislativo, entro questo mandato, deve convincere i democratici o condannarsi alla paralisi. Il congresso lo contrasterà su temi cruciali: immigrazione, riforma sanitaria. Per gli esagitati che lo ritengono possibile, è la Camera che promuove l'impeachment del presidente (ma il Senato lo deve approvare con una maggioranza di due terzi). Tradizionalmente, in una situazione del genere, la politica americana procedeva, anche spedita, con una serie ininterrotta di trattative e compromessi, che giustificavano e premiavano le anime moderate dei due partiti.

Un voto in condotta per Trump e per il futuro dell'America? Lo scontro apertosi subito sul Russiagate è il terreno perfetto per questa guerriglia.Difficile, del resto, che lo spettro di una paralisi legislativa spaventi davvero Trump che, come è chiaro fin dal giorno che è entrato alla Casa Bianca, vive e lavora pensando quasi esclusivamente alle elezioni del 2020. "Non credo che ci saranno cambiamenti sostanziali nemmeno sull'Iran - spiega Caracciolo - sebbene ci siano divisioni nell'amministrazione, la linea Obama dell'apertura era già morta prima dell'avvento di Trump, e, soprattutto, siccome c'è un interesse primario a mantenere in vita il regime saudita, adesso non è il momento per le politiche di morbidezza nei confronti dell'Iran". Non saranno, per nessuno, due anni facili.

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