Pernigotti lascia l'Italia, 100 licenziamenti da chiusura stabilimento Novi Ligure

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"La chiusura dello stabilimento di Novi Ligure si tradurrà nel licenziamento di circa cento persone", ha raccontato il segretario Flai Cgil Marco Malpassi - Sono cinque anni che facciamo proposte all'azienda, a fronte di bilanci mediamente in rosso per 10 milioni ogni anno e di quattro amministratori delegati che si sono avvicendati. L'assenza di zucchero, infatti, è sapientemente colmata da una maggiore concentrazione di miele, dando vita ad un nuovo torrone dalla consistenza unica.

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A questo punto, " se l'Italia non dovesse recuperare gli aiuti, si aprirebbe la via della procedura di infrazione , con altri costi a carico dei cittadini".

Nel 1944 un bombardamento distrugge l'opificio che viene ricostruito e trasferito negli ex magazzini militari di viale della Rimembranza, dove ancor oggi la Pernigotti ha sede. Nel 1971 acquistò la Streglio, specializzata in prodotti a base di cacao mentre negli anni Ottanta attraversò una crisi che portò alla vendita di Sperlari, nel 1981 alla statunitense H.J.Heinz Company. Poi nel 1995 Stefano Pernigotti, succeduto al anni prima al padre Paolo, perde i due giovanissimi figli in un incidente in Uruguay e, rimasto senza eredi, nell'estate del 1980 decide di cedere lo storico marchio novese alla famiglia Averna (quella del famoso amaro). Commenta così l'Europarlamentare della Lega, Angelo Ciocca la notizia della delocalizzazione in Turchia dell'azienda Pernigotti di Novi Ligure. "Dopo l'ultima riunione di fine giugno, in cui ci erano stati prospettati risultati in negativo per l'azienda, avevamo chiesto che intervenisse almeno un esponente della famiglia Toksoz". Il marchio non è stato dismesso. D'altronde la società dal 2013 è di proprietà del gruppo turco, appunto, Tuksoz. Non c'è stata alcuna trattativa, ma la semplice, fredda comunicazione della chiusura. Salveranno il posto i pochi impiegati del settore commerciale che, però, dovranno trasferirsi a Milano. "I sindacati annunciano la massima mobilitazione: in mattinata l'incontro il sindaco Rocchino Muliere (Pd), poi l'assemblea di tutti i lavoratori, quindi si deciderà che fare, forse uno sciopero a oltranza", conclude La Stampa, "ci sono le avvisaglie di una dura battaglia, anche se la salvezza della Pernigotti appare molto difficile".

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