Morto Stan Lee: il padre dei fumetti Marvel aveva 95 anni

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Definito da Vulture "il singolo più importante autore dell'universo di cultura popolare dentro il quale viviamo", riuscì a "rivoluzionare il mondo dei fumetti" - come scrive il New York Times - "dando ai suoi personaggi le incertezze e le nevrosi delle persone comuni, così come una consapevolezza dei problemi delle società attorno a loro e, spesso, il senso dell'umorismo".

Entrato nel mondo del fumetto nel 1939 con la Timely, dopo una pausa dovuta al servizio militare Stan Lee è tornato a lavorare come fumettista per la stessa casa che, negli anni 60, divenne poi Marvel Comics.

Oggi lo piangiamo, ma Stan Lee vivrà in eterno nei supereroi.

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Per Zverev , invece, bisognerà attendere quello che sarà un vero spareggio contro Isner nella giornata di venerdì. Il croato, alla quarta partecipazione alle Finals, vanta un poco invidiabile record di 1-9.

Insieme a una serie di artisti e scrittori di talento, Lee ha rivoluzionato il mondo dei fumetti con personaggi come Spider-Man, i Fantastici Quattro, Iron Man, Hulk, Capitan Marvel, Doctor Strange e tanti altri ancora. La casa editrice prende il nome di Marvel Comics e il resto è storia. Non a caso una delle citazioni più famose in ambito fumettistico (e non solo) tratta proprio questo argomento ed è detta da quello che, probabilmente, è il supereroe più amato e umano di sempre: Spider-Man.

Ebbero tutti un grandissimo successo, tanto che Lee divenne il sinonimo di Marvel e molto ricco, continuando ad avere un ruolo di primo piano in tutte le avventure societarie della Marvel, che nel frattempo andò vicinissima al fallimento (nel 1996-1997) e venne infine comprata dalla Disney nel 2009 per 4 miliardi di dollari.

Pioniere del settore, grande comunicatore e mente vulcanica ma anche uomo controverso, e addirittura odiato da diversi dei suoi collaboratori storici (su tutti la sua "mano" sulla carta, Jack Kirby). Secondo gli atti della causa, l'anno scorso POW!

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