Tensioni nel governo britannico, si dimette il ministro per la Brexit Raab

Adjust Comment Print

Una pioggia di dimissioni che ha riguardato anche il vice presidente del partito Conservatore, Rehman Chishti, che nel pomeriggio ha formalizzato il suo addio, e che secondo la stampa britannica sta generando un "effetto domino" che porterà inevitabilmente alla caduta del governo. Theresa May ha immediatamente portato la bozza di accordo al governo che dopo ben 5 ore di discussioni ha deciso di approvarla.

Caos Brexit. Da oltremanica arriva la notizia delle dimissioni del ministro responsabile della Brexit, Dominic Raab. È andata in Parlamento e per tre ore filate ha difeso il suo accordo di fronte ai deputati, in un'atmosfera di aperta ostilità.

Il governo olandese non ha aspettato il Regno Unito e non intende attendere la firma dell'accordo. May riconosce che il negoziato ha comportato "scelte difficili", ma si dice comunque decisa ad andare avanti.

Alcuni membri dell'European Reserach Group, gruppo che rappresenta una cinquantina di deputati Conservatori favorevoli a una Brexit molto dura, hanno inoltre chiesto formalmente di tenere un voto di sfiducia nei confronti di May: tra loro c'è anche il presidente del gruppo, Jacob Rees-Mogg.

Aspettando Amazon Black Friday 2018: buoni sconto e libri in offerta
Venerdì 23 novembre si tingerà di 'black' per il consueto giorno di sconti , promozioni e offerte valevoli per qualsiasi settore. Il Black Friday tanto amato dagli appassionati e soprattutto appassionate di shopping , raggiunge ogni anno grandi risultati.

Il terremoto Brexit non ferma Theresa May.

L'accordo trovato ieri era di natura "tecnica", cioè concordata soltanto fra i negoziatori. E capisco che alcune persone si sentano a disagio per i dettagli sul baclstop, in particolare nell'accordo di ritiro e condivido alcune di queste preoccupazioni, ma è una questione inevitabile: "non c'è nessun accordo che possa essere concordato con l'Unione europea senza garantire una soluzione backstop che f una polizza assicurativa che funga da polizza assicurativa contro un ritorno ai confini del passato". Dopo diverse proroghe della scadenza per un accordo, e con l'avvicinarsi del 29 marzo 2019 (il giorno in cui il Regno Unito uscirà ufficialmente dall'UE), trovare un'intesa era diventata un'urgenza.

Tra gli altri punti dell'accordo spicca il periodo di transizione, che durerà fino a dicembre 2020, durante il quale i cittadini europei residenti sul suolo britannico godranno degli stessi diritti del pre-Brexit - compresa dunque la possibilità di entrare in Gran Bretagna senza un permesso, anche se ai turisti sarà necessario esibire il passaporto, mentre studenti e lavoratori dovranno richiedere un visto - e il conto salatissimo che gli inglesi dovranno pagare all'Europa, un divorzio che in tutto costerà ai cittadini di sua maestà circa 40 miliardi di sterline, 50 miliardi di euro. La Premier lancia un appello al parlamento: è l'accordo migliore che si potesse approvare. Il passaggio più complicato sarà probabilmente il secondo, anche perché ad oggi sembra che May non abbia i numeri per ottenere l'approvazione parlamentare sull'accordo. Uno dei tanti, in realtà, quando si scorrono a ritroso i due anni di trattative sulla Brexit.

Comments