Morbillo in Italia: 100 casi di contagio tra medici e infermieri

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Nei primi sei mesi del 2018, ci sono stati 41 mila casi di infezione virale facilmente prevenibile dei quali 37 persone poi sono decedute.

Secondo quanto sostiene un articolo pubblicato dal Sole24Ore, il Ministero della salute starebbe elaborando tutta una serie di misure che puntano all'allargamento delle coperture vaccinali tra gli adulti.

Intanto, il dicastero ha fatto partire una circolare di aggiornamento del sistema di sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia, in cui sono rafforzate le linee guida per la corretta diagnosi, la classificazione dei casi e la standardizzazione per la raccolta dati. A richiamare l'attenzione su questo problema, anche alla luce di un focolaio della malattia verificatosi a Bari, è il presidente della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit), Massimo Galli.

Su 100 casi, 83 persone non erano mai state vaccinate, trasformandosi così in potenziali mezzi di trasporto per il virus. Nei giorni scorsi, in concomitanza con i casi di morbillo a Bari, aveva lanciato l'idea di una proposta di legge per introdurre una nuova ipotesi di reato per sanzionare penalmente chi con la sua condotta mette a repentaglio la salute della collettività, rilanciandola su Facebook.

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Tale simulazione era stata fatta prima che venisse pubblicato il documento programmatico del governo. Taglio sulle pensioni d'oro sopra i 4.500 euro netti mensili.

Occorre ricordare come ogni caso di morbillo, spiega Galli, "è potenzialmente in grado di causare 16-18 casi secondari. E' quindi assolutamente inaccettabile che un operatore sanitario non sia protetto e di conseguenza non protegga i suoi assistiti". "E altrettanto necessario è provvedere alla vaccinazione degli operatori sanitari non vaccinati e che non abbiano contratto il morbillo nell'infanzia".

"A oggi, e vista la situazione - prosegue Galli - l'obbligo vaccinale rigorosamente applicato resta l'unica via percorribile per un periodo che non e' possibile prevedere di breve durata. Ogni ulteriore sottovalutazione in questo momento - conclude - può essere foriera di pericolose conseguenze ai danni della salute pubblica". Basta dunque, chiede la Simit, con le posizioni "contraddittorie, che generano confusione e favoriscono gli irresponsabili".

Medici ed infermieri, per il particolare ruolo che svolgono, sono particolarmente a rischio infezione.

Ma potrebbe non bastare, come già rilevato dal presidente dell'Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi: "Tra i sanitari non si supera il 15-20% di vaccinati, ed è chiaro che serve l'obbligo".

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