Migranti spinti in Italia dagli svizzeri Salvini: "Non siamo un campo profughi"

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Ieri il telegiornale di Sky ha mandato in onda un servizio girato a Como sul caso dei migranti letteralmente spinti dalla Svizzera all'Italia dalle autorità elvetiche. Oltre a lei è stata identificata anche una maggiorenne, sempre italiana.

Infatti l'Asgi aggiunge che "Quasi tutti i migranti che abbiamo ascoltato riferiscono di non aver mai ricevuto adeguate informazioni riguardo a tali diritti e più in generale sulla protezione internazionale, né all'arrivo in Italia né successivamente". Inoltre dalle immagini si può vedere come alcuni migranti hanno come primo paese d'ingresso un altro Stato e per questo motivo non potrebbero superare il confine di Como.

Oggi si scopre che si tratta di un fenomeno continuo a cui nessuno si oppone.

Secondo quanto scoperto da Sky TG24, le persone venivano riportate in Italia di notte quando gli uffici per la identificazione erano chiusi. Prima la Francia, poi l'Austria e ora la Svizzera.

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Alla fine era intervenuta la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati mettendo a disposizione i soldi per il viaggio. Così l'ufficio stampa Rai ha comunicato che il Tg3 ha deciso di coprire i costi di viaggio per Boston dei tre studenti.

"Sono quelli che in gergo tecnico vengono definiti casi di riammissione - spiega la giornalista - sono immigrati che, rintracciati in Svizzera, vengono ricacciati in Italia".

Solo l'estate scorsa ce ne hanno rimandati indietro almeno un migliaio. Le autorità svizzere procederebbero sulla base di una accordo bilaterale del 1998 "superato però dagli accordi di Schengen e dal trattato di Dublino". Una situazione per cui il ministro dell'interno Matteo Salvini ha promesso di fare chiarezza: "Nessuno può permettersi di trattare il nostro paese come campo profughi dell'Europa" ha affermato (vedi articolo suggerito).

E tutti gli altri stanno zitti.

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