"Arrestate 14 persone" per il sequestro della cooperante italiana in Kenya

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Secondo quanto si apprende la ragazza sarebbe stata rapita nella contea di Kilifi, dove si trovava per una missione organizzata dalla Ong che prevedeva la realizzazione di diversi progetti di cooperazione internazionale. Nella zona ci sono stati rapimenti di altri stranieri da parte dei fondamentalisti islamici.

Il rapimento della volontaria italiana è avvenuto quando la banda di uomini, armati di fucili AK 47, ha assaltato il centro commerciale di Chakama, a circa 80 chilometri a ovest di Malindi.

La volontaria italiana lavorava nel Paese africano per una organizzazione con sede a Fano, nelle Marche: la Africa Milele Onlus.

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In un articolo pubblicato nel Belfast Telegraph , la premier ha affermato che lo stato costituzionale della regione nel Regno Unito sarebbe garantito.

"Il rapimento - ha spiegato La presidente della onlus marchigiana Lilian Sora - è avvenuto in una parte del Kenya dove non ci sono centri commerciali, al massimo un negozietto dove si vendono fagioli e dove soprattutto non succede mai niente del genere". Lo riporta il quotidiano locale The Nation che parla di 80 "uomini armati in modo pesante" che hanno attaccato il villaggio sparando in aria e sottolineando che si ritiene che il commando appartenga alle milizie di Al-Shabaab. "In quel momento era da sola - ha concluso Sora - perché altri erano partiti e altri ancora arriveranno nei prossimi giorni". Nel procedimento, coordinato dal pm Sergio Colaiocco, si ipotizza il reato di sequestro di persona per finalità di terrorismo. La vicenda è seguita anche dai carabinieri del Ros che sono già in contatto con le autorità keniote.

"Invitiamo i cittadini a riferire tempestivamente al più vicino ufficiale di polizia o stazione di polizia nel caso in cui vedano i criminali con la donna rapita": con questo annuncio la polizia del Kenya prova a diffondere l'allarme per l'attacco e sequestro andato in scena poche ore fa contro la povera 23enne Silvia Costanza Romano. Un abitante del villaggio di Chakama, Malik Said Gasambi, ha raccontato ai giornalisti che Adan ha preso in affitto una casa nel villaggio e vi ha portato in seguito altre due persone a viverci qualche giorno prima del rapimento.

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