Traffico di rifiuti, sequestrata nave Aquarius

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"Il sequestro della nave Aquarius di Medici senza frontiere sembra mosso da orientamenti politici e da astio persecutorio nei confronti delle ONG": così Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean hope (MH) - programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) - commenta l'operazione della Procura di Catania. Questo, secondo l'accusa, il meccanismo che veniva messo in atto: durante la navigazione verso il porto di destinazione si provvedeva alla fornitura di indumenti nuovi e di alimenti ai migranti salvati in mare, producendo quelli per l'accusa erano dei "rifiuti pericolosi a rischio infettivo".

Il sequestro preventivo delle somme di denaro, che era stato disposto d'urgenza su somme in contanti rinvenute nei conti correnti di alcuni indagati incluse le due ONG, è stato convalidato dal Gip di Catania, il quale, su richiesta della procura di Catania, ha anche disposto il sequestro preventivo della nave Aquarius. È quanto eseguito dalla guardia di finanza di Catania, su disposizione della procura, nell'ambito di un'indagine per smaltimento illecito di rifiuti pericolosi che coinvolge 24 persone e la ong Msf. Ci sarebbero 24 indagati. I due Centri hanno personalità giuridica e autonomia organizzativa e rispondono in base al decreto legislativo 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Si tratterebbe di "un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non", tra cui "gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari", gli scarti alimentari e i rifiuti sanitari infetti.

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Come da disposizioni di legge, sarà garantita la continuità delle prestazioni indispensabili . Allo sciopero aderiscono anche tutte le altre sigle sindacali.

Nell'inchiesta sono coinvolti tra gli altri i due agenti marittimi Gianino Francesco e Romeo Giovanni Ivan, e il personale di Medici senza frontiere.

La giornata delle reazioni alla notizia del sequestro la inaugura proprio il ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Ho fermato non solo il traffico di immigrati ma, da quanto emerge, anche quello dei rifiuti tossici", scrive su tweet, quasi a voler rivendicare, implicitamente, il merito della dura linea dei 'porti chiusi' che ha rischiato di creare un incidente con l'Unione europea.

LE INDAGINI. Avveniva tramite "una artificiosa comunicazione documentale" la "declassificazione dei rifiuti a rischio infettivo" da Vos Prudence e Aquarius durante 44 sbarchi effettuati complessivamente dalle due navi dal gennaio 2017 a maggio 2018. Si tratta in particolare di persone appartenete a vario titolo al centro operativo di Msf in Belgio per la "Missione Italia e al centro operativo Msf di Amsterdam". A Trapani, il 15 e il 30 aprile 2017, la Procura contesta "dichiarazioni mendaci di Medici senza frontiere Olanda attestanti la non presenza tra i rifiuti scaricati di sostanze infettive o contagiose, nonostante i sette casi sospetti di tubercolosi, infezioni urinarie ed ematurie, varicella e scabbia, segnalati dall'ufficio di sanità marittima di Pozzallo". Dall'inizio del 2018 Aquarius ha salvato circa 2.100 persone. "Ogni altro rifiuto della clinica è stato presentato insieme a tutti i rifiuti normali al momento dello sbarco", si legge in una mail interna di Medici senza frontiere acquisita dalla Procura. Più precisamente invece che di guadagni illeciti si dovrebbe parlare di risparmi, perché (sempre secondo gli inquirenti) smaltendo i rifiuti prodotti a bordo come "pericolosi" e non come "rifiuti ospedalieri" la ONG avrebbe risparmiato (illecitamente) migliaia di euro. Quest'ultimi, in fase di certificazione, prima di entrare nel porto, venivano presentati come rifiuti solidi indifferenziati con l'assegnazione di appositi codici che li contraddistinguevano come "non pericolosi".

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