Manovra, Moscovici: "Non sono Babbo Natale. Procedura? Saremo cauti"

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Agenpress - "Il popolo italiano non è un popolo di mercanti di tappeti o di accattoni".

Continua il braccio di ferro tra il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici e il vicepremier Matteo Salvini che ieri aveva paragonato la notifica della bocciatura della manovra alla letterina di Babbo Natale. Ora basta: "la pazienza è finita" ha detto Matteo Salvini in merito a quanto dichiarato da Moscovici rispondendo in commissione Finanze dell'Assemblea Nazionale francese alle domande dei deputati sul caso italiano e sulla possibilità di un accordo con Roma sulla manovra bocciata dall'esecutivo Ue. Non mi sono messo il vestito rosso o la barba bianca e non sono Babbo Natale: sono il commissario agli Affari economici e finanziari e penso si debbano trattare queste questioni con rispetto reciproco, serietà e dignità.

Il 21 novembre 2018 la Commissione europea, ha bocciato la manovra del governo Lega-M5S e ha annunciato l'apertura della procedura d'infrazione per deficit eccessivo e violazione della regola del debito. "L'importante poi, ma credo che interessi anche alla Commissione europea, è non far percepire che l'Europa stia chiedendo all'Italia di fare macelleria sociale". Queste le parole del premier, Giuseppe Conte, riferendo alla Camera sulla bocciatura Ue della Manovra. "Puntualizzeremo gli effetti sulla crescita", ha spiegato. "Ci sarà un'accelerazione degli investimenti e la rimodulazione in Parlamento di alcuni interventi se possono accrescere gli effetti positivi senza alterare ratio e contenuti".

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"La nostra porta resta aperta e sono convinto che potremo trovare un accordo su soluzioni condivise nell'interesse degli italiani e della zona euro". Non con disinvoltura e un'ironia che stride. Non si tratta di fare la guerra all'Europa, ma di rispettare le promesse: "il nostro obiettivo è mettere in sicurezza parti di società che non possono aspettare". "Vorrei che ci lasciassero lavorare e che finisca, il governo vuole dialogare". "Il dialogo non è un'opzione, è un imperativo" insiste.

Apparentemente toni nuovi invece dal vicepremier M5S, Luigi Di Maio, che dice: "Ci sono margini di dialogo con l'Unione europea".

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