Sampdoria, sequestrati beni a Ferrero dalla Guardia di Finanza

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I reati ipotizzati sono di appropriazione indebita, truffa, emissione e utilizzo di fatture false, autoriciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. In attesa di ulteriori riscontri che possano chiarire la posizione di 'er viperetta' (è il soprannome scherzoso del patron), le news che rimbalzano da Genova raccontano del coinvolgimento nell'indagine 'Operazione Fuorigioco' svolta dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria che riguarda anche altre persone. Il presidente Massimo Ferrero e la stessa società blucerchiata sono rimasti coinvolti insieme ad altre 5 persone nell'operazione "Fuori Gioco" del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, che ha comportato un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di 2,6 milioni di euro. Buona parte di queste somme sono state impiegate per acquistare un immobile di pregio a Firenze.

In particolare, sono state sottoposte a sequestro disponibilità finanziarie riferibili agli indagati nonché un immobile residenziale di pregio in Firenze, via dei Renai. La Sampdoria Calcio è destinataria di un sequestro per un importo di oltre 200 mila euro.

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Tra gli ospiti l'astronauta Samantha Cristoforetti e il regista Marco Tullio Giordana, oltre al Terzo Segreto di Satira. I capitani delle varie squadre, inoltre, porteranno una fascia con il simbolo della giornata.

La Procura della Federcalcio, alla cui guida c'è Giuseppe Pecoraro, ha aperto un fascicolo su Ferrero e presto acquisirà gli atti dell'inchiesta. Tali somme di denaro risultano poi in parte reimpiegate per sanare situazioni debitorie di altre società del gruppo e per finanziare altre due società riconducibili al Ferrero, per l'attività di produzione di un film da distribuire nel circuito cinematografico. L'indagine è partita dopo l'esame di transazioni finanziarie anomale tra le società del cosiddetto "Gruppo Ferrero".

Dalle indagini sono inoltre emerse una serie di finte controversie di lavoro davanti alla Direzione territoriale del Lavoro di Roma attraverso le quali sono stati conclusi 5 accordi transattivi da 100mila euro ognuno simulando l'esistenza di rapporti di lavoro subordinato con 5 società del gruppo.

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